“Negli ultimi giorni sta circolando nelle chat nere dell’estrema destra italiana la locandina di un “concerto in North Italy”, pubblicizzato per la sera del 24 gennaio e, da quanto sta emergendo, si tratta di un ritrovo che sarà presso un locale a Borgonovo Valtidone (PC)“. Inizia così la nota della Cgil.
Le formazioni coinvolte sono riconducibili alla scena musicale dell’estrema destra, neofascista e neonazista underground. Gruppi di questo genere da anni usano la musica come veicolo di propaganda ideologica, rafforzando reti e sensibilità estremiste e xenofobe e normalizzando simboli e linguaggi nostalgici di ideologie totalitarie attraverso testi che inneggiano a “identità etniche” e alla supremazia di una presunta “cultura bianca”.
La musica, in questo contesto, è utilizzata come strumento di diffusione di simboli, linguaggi e pratiche nostalgiche dell’odio razziale e totalitario. Le subculture naziskin e White Power – di cui eventi analoghi hanno rappresentato in passato un punto di ritrovo per attivisti e gruppi di estrema destra – sono state monitorate perché considerate spazi di reclutamento e legittimazione di ideologie proibite dalla Costituzione italiana.
Nel mondo musicale piacentino, e in particolare nella viva scena indipendente della Val Tidone, la reazione non si è fatta attendere: band e realtà culturali stanno protestando ed esprimendo forte dissenso per l’uso dell’arte e della musica come copertura per la diffusione di messaggi discriminatori, nostalgici di ideologie che hanno prodotto tragedie e violenze nella nostra storia.
Non è accettabile chiudere gli occhi di fronte a saluti e riferimenti simbolici che richiamano un passato di oppressione e violenza, in nome di un incasso. Dare spazio a tali contenuti equivale a legittimare narrazioni antistoriche e a utilizzare il tessuto culturale della nostra comunità per finalità politiche estremiste.
ANPI, CGIL Piacenza ed Europe for Peace ribadiscono con forza che l’arte e la musica sono strumenti di apertura, condivisione e relazione sociale, non veicoli di discriminazione e odio.
Per questo invitiamo la cittadinanza e tutte le realtà musicali e culturali a partecipare al convegno del 23 gennaio (ore 18, Fondazione Piacenza e Vigevano, viale Sant’Eufemia), dove storici, giuristi e ricercatori spiegheranno, con dati e strumenti critici, perché le narrazioni della cosiddetta “remigrazione” sono bufale antistoriche e socialmente pericolose.
Difendere la comunità significa impedire che la cultura diventi strumento di normalizzazione di ideologie incompatibili con la Costituzione.
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