Diga del Brugneto
Nel 2024 scadrà la concessione per il rilascio idrico della diga del Brugneto, in provincia di Genova, bacino fondamentale per il territorio piacentino. In vista del rinnovo, Piacenza prova a fare quadrato chiamando a raccolta le varie anime della provincia per fare rete. Il tutto con una speranza che è anche un obiettivo: ottenere 7 milioni di metri cubi al posto degli attuali 2,5.
Alla riunione, indetta dal Consorzio di Bonifica di Piacenza, sono stati invitati i comuni piacentini il cui territorio si affaccia sul fiume Trebbia, la provincia di Piacenza, le associazioni datoriali del territorio piacentino, Legambiente Piacenza, i Parchi e la Biodiversità dell’Emilia Occidentale (Parchi del Ducato) e i consiglieri regionali piacentini.
È stato poi nell’ultimo decennio che si è aperta una nuova stagione in cui non è più stata una barriera quella di eventuali rilasci aggiuntivi concordati sulla base di una serie di condizioni, come ad esempio il riempimento dell’invaso, crisi idriche ecc.
La diga del Brugneto, situata in comune di Torriglia (provincia di Genova), sbarra il torrente omonimo creando il bacino artificiale sempre del Brugneto. L’utilizzo della risorsa idrica interessa due regioni: Emilia Romagna e Liguria.
La procedura di rinnovo della concessione di derivazione, che dovrebbe partire nel 2024, è di competenza ministeriale e la Regione Emilia Romagna sarà chiamata a portare le sue valutazioni in sede di conferenza di servizi. Si tratta ora di capire come il territorio piacentino può essere utile alla Regione Emilia Romagna per portare le posizioni piacentine sulle procedure di rinnovo della concessione.
“Abbiamo di fatto costruito una piattaforma – spiega Luigi Bisi Presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza – tra tutti i portatori di interesse del Trebbia, non è nulla di istituzionale ma semplicemente la volontà del territorio piacentino di avere una posizione condivisa per una trattativa che sarà poi portata avanti dalla Regione”.
“Il ruolo della riunione di oggi è consultivo – specifica Bisi – con l’obiettivo di evitare quelle brutte pagine, spesso anche fastidiose, in cui al nostro interno ci attacchiamo reciprocamente. Penso che sia buona cosa mettere insieme tutti”.
“E’ stata una soddisfazione – Dice Bisi – aver messo allo stesso tavolo le associazioni agricole e Legambiente ma soprattutto per la grande partecipazione delle istituzioni, sindaci, presidente della Regione e il parco stesso che sono venuti a condividere le esigente illustrate”.
“Noi abbiamo una dotazione che è quella assegnata di due milioni e mezzo di metri cubi – illustra Bisi – il fabbisogno del Trebbia è di oltre quindici, la differenza è quasi sempre sopperita dai pozzi privati delle aziende agricole che naturalmente possono essere solo una soluzione temporanea e tampone perchè vanno ad impoverire le falde, è quindi l’ultima soluzione da mettere in campo. Abbiamo bisogno di avere una maggiore dotazione nel periodo estivo dalla diga del Brugneto, per questo la riunione di oggi ha avuto come obiettivo presentare delle proposte per cercare di dettare l’agenda per quella che potrà essere la trattativa del rinnovo della concessione che avrà comunque iter lunghi in maniera importante”.
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