“La manutenzione è fondamentale per prevenire le catastrofi. Gli interventi che abbiamo programmato come Regione vanno in questo senso: si rinforzano gli argini dei torrenti Arda, Chiavenna, Riglio e Ongina con opere complesse di riqualificazione ambientale finalizzate alla riduzione del rischio idraulico. Quest’importante investimento regionale da 3 milioni di euro coinvolge ben cinque Comuni della Bassa Piacentina – Cadeo, Caorso, Cortemaggiore, San Pietro in Cerro e Villanova sull’Arda – per interventi che partiranno nella seconda metà del 2026. Prima di partire con gli interventi, abbiamo voluto condividere il progetto con i territori interessati, i Comuni e i cittadini, per garantire una giusta informazione e raccogliere legittime osservazioni”.
Così in una nota il consigliere regionale Luca Quintavalla (Pd) a margine dell’assemblea pubblica organizzata dall’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile insieme ai Comuni interessati, che si è tenuta nel tardo pomeriggio di giovedì 19 marzo al Teatro Duse di Cortemaggiore.
Gli interventi strutturali si concentrano principalmente sul torrente Arda, mentre lungo Riglio e Chiavenna consisteranno nel taglio della vegetazione e in alcuni interventi di risagomatura delle sezioni d’alveo e ricarico degli argini. L’ambito dell’Arda, se da un lato risente del rischio idraulico maggiore, dall’altro offre maggiori possibilità d’intervento per la riduzione del rischio medesimo: l’inviluppo dei meandri compresi tra l’abitato di Cortemaggiore e la linea ferroviaria Piacenza-Cremona permette di riconnettere all’alveo delle aree da destinare alla laminazione delle piene, a fronte di interventi strutturali relativamente contenuti. In un secondo tempo, le aree riconnesse al torrente Arda saranno oggetto di riqualificazione ambientale e, di pari passo con l’acquisizione a Demanio Idrico Regionale, anche lungo i torrenti Riglio e Chiavenna saranno aumentate e riqualificate le aree di espansione e gli argini saranno resi praticabili e funzionali, laddove possibile, in analogia a quanto fatto sull’Arda.
L’intervento prevede arretramenti delle arginature per riconnessione all’alveo delle antiche golene da destinare (abbassate o meno) alla laminazione delle piene, risagomature delle sezioni d’alveo a ricomprendere (anche) le porzioni di demanio idrico estromesse per progressivo restringimento della sezione da parte della componente antropica e/o vegetazionale, gestione della vegetazione negli alvei e sulle golene, monitoraggio e controllo degli argini esistenti per la verifica dell’integrità strutturale, (ripristino sagoma arginale, adeguamento in quota, verifica eccetera). Inoltre, nella relazione generale del progetto si prevedono la rifunzionalizzazione degli argini in termini d’irrobustimento nei confronti di sollecitazioni idrauliche di maggior intensità, in applicazione del Piano assetto idrogeologico (Pai) e del Piano gestione rischio alluvioni (Pgra), ripristino della integrità strutturale e della sagoma, adeguamento in quota, percorribilità della sommità arginale e delle relative rampe di accesso e piste, oltre alla rimozione della vegetazione dagli argini.
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