Il laboratorio “Raccontami che ti ascolto” dell’Azienda Usl di Piacenza si è aggiudicato oggi il Premio Speciale Contronarrazione promosso da Federsanità nell’ambito della quarta edizione degli Stati Generali della Comunicazione per la Salute.
Un riconoscimento nazionale per un’iniziativa che nasce all’interno della Casa circondariale di Piacenza e che rientra nel più ampio progetto “La mia esperienza vale”, ideato dal Dipartimento di Salute mentale e dipendenze patologiche dell’Ausl e finanziato con fondi 8xmille a diretta gestione statale.
L’iniziativa “Raccontami che ti ascolto” coinvolge 14 persone detenute nella Casa circondariale di Piacenza con storie di dipendenza e propone un’esperienza che va oltre il tradizionale percorso formativo.
I partecipanti daranno vita a una vera e propria redazione digitale, realizzando podcast, video, fotografie e altri contenuti multimediali.
I loro lavori confluiranno in un sito web che resterà accessibile anche dopo la conclusione del progetto, come strumento di sensibilizzazione e prevenzione delle dipendenze.
Attraverso questa esperienza, i partecipanti acquisiranno competenze professionali e impareranno a raccontarsi, ad ascoltarsi, a confrontarsi e a lavorare insieme.
Tra i risultati previsti anche “Destinazione Libertà – Voci dal carcere di Piacenza”, un podcast in quattro episodi che porterà all’esterno dell’istituto penitenziario esperienze e testimonianze capaci di stimolare riflessioni sul cambiamento e sulla prevenzione delle dipendenze.
Il riconoscimento è stato assegnato nell’ambito degli Stati Generali della Comunicazione per la Salute, dedicati quest’anno al tema “Ogni voce conta”, e valorizza un modo diverso di intendere la comunicazione: non semplicemente uno strumento per diffondere informazioni, ma un’opportunità di crescita personale, di relazione e di prevenzione.
“La mia esperienza vale” è un progetto promosso dal Dipartimento di Salute mentale e dipendenze patologiche dell’Ausl e coinvolge tra i dipendenti dell’Azienda personale afferente alla Medicina penitenziaria guidata da Antonio Agosti, alla Medicina dello sport e promozione della salute diretta da Giorgio Chiaranda e alla Comunicazione diretta da Silvia Barbieri.
È sostenuto con fondi 8×1000 a diretta gestione statale e prevede un finanziamento complessivo pari a 142mila euro.
Si articola nell’iniziativa “Raccontami che ti ascolto” – progettata e coordinata da Sara Brugnoni e SANTAFRANCA60, e realizzata in collaborazione con l’Amministrazione penitenziaria e con l’Editoriale Libertà, partner per la produzione del podcast – e in un secondo filone che coinvolge insegnanti e alunni della Rete Scuole che Promuovono Salute della Provincia di Piacenza con l’obiettivo di portare le testimonianze oltre le mura del carcere e farne strumenti di conoscenza, dialogo e prevenzione.
“Questo riconoscimento valorizza un progetto che esprime la capacità della sanità pubblica di mettere in rete competenze e professionalità diverse, traducendole in opportunità concrete per le persone e per la comunità.
“Raccontami che ti ascolto” nasce infatti dalla collaborazione tra Azienda sanitaria, Amministrazione penitenziaria, professionisti della comunicazione e mondo dell’informazione: un’alleanza che dà forza a un percorso di crescita, prevenzione e inclusione sociale – sottolinea Paola Bardasi, direttore generale dell’Azienda Usl di Piacenza – Il valore del progetto risiede anche nella capacità di dare visibilità a esperienze e voci che troppo spesso restano ai margini.
È questo il senso della contronarrazione, che non serve a negare le criticità della Sanità pubblica quanto piuttosto a rendere visibile ciò che spesso non trova spazio nel dibattito: competenze, relazioni, innovazione, capacità di costruire fiducia e valore sociale.
Il nostro progetto racconta una sanità meno conosciuta, capace di lavorare anche in carcere sulla prevenzione, sulle relazioni e il reinserimento sociale”.
“Il progetto nasce dal lavoro che i nostri professionisti svolgono quotidianamente all’interno della Casa circondariale e dalla consapevolezza che, nei percorsi legati alle dipendenze, l’ascolto, la relazione e la capacità di rileggere la propria esperienza hanno un valore fondamentale – sottolinea Massimo Rossetti, direttore Dipartimento Salute Mentale e dipendenze Patologiche – Attraverso questo laboratorio vogliamo aiutare le persone detenute a sviluppare nuove competenze, ma soprattutto a riconoscere e valorizzare le proprie risorse.
C’è poi una seconda dimensione, altrettanto importante: le loro testimonianze potranno diventare occasioni di riflessione e prevenzione, soprattutto per i più giovani.
È un modo per trasformare esperienze difficili in qualcosa di utile anche per gli altri”.
“In una società in cui siamo continuamente raggiunti da messaggi e informazioni comunicare non significa semplicemente aggiungere altre parole, ma riuscire a creare una connessione autentica tra le persone – sottolinea Silvia Barbieri, direttore della Comunicazione dell’Azienda Usl di Piacenza, che ha ritirato il premio a Roma – È un concetto emerso con forza anche durante gli Stati Generali: la comunicazione permette alle voci di incontrarsi, mette in relazione esperienze diverse e, attraverso l’ascolto, può generare valore e costruire fiducia.
Il nostro progetto è un esempio concreto di questa visione.
Qui la comunicazione non serve soltanto a raccontare una iniziativa, ma diventa parte del progetto stesso: uno strumento per dare voce a persone che raramente vengono ascoltate, creare relazioni e trasformare esperienze difficili in opportunità di consapevolezza e prevenzione.
Questo riconoscimento nazionale ci rende particolarmente orgogliosi perché valorizza anche una precisa idea di comunicazione pubblica: non un’attività accessoria o di immagine, ma una funzione capace di mettere in relazione persone, professionisti e istituzioni e di contribuire concretamente agli obiettivi di salute della comunità.
Una comunicazione che può favorire cambiamenti nei comportamenti, aiutare a compiere scelte più consapevoli e, come in questo progetto, offrire l’opportunità di acquisire nuove competenze preziose per il futuro”.
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