Abbandonati in una stalla da oltre un mese, senza cibo né acqua: salvati quattro cani. Nei guai i proprietari

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“Ci sono dei cani rinchiusi senza cibo e acqua in un capanno in disuso presso un’abitazione della bassa Valdarda; gli affittuari se ne sono andati da più un mese e hanno abbandonando gli animali”. Grazie a questa segnalazione, le guardie zoofile dell’Enpa sono intervenute in accordo con il proprietario dell’immobile e con il Comune di competente per il salvataggio degli animali.

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Una volta sul posto, le guardie hanno appurato lo stato di abbandono dell’edificio e la presenza di quattro cani rinchiusi in un capanno; capanno il cui unico accesso e punto luce consisteva in un portone composto da lamiere e inferiate chiuso da catenaccio. Gli operatori di Enpa trovandosi in una situazione igienico sanitaria di grave degrado, prima di procedere al recupero dei cani sono stati obbligati ad indossare tute integrali, mascherine e guanti.

Dalla stalla usciva un odore nauseabondo e all’interno di questa, i cani erano obbligati a vivere senza alcuna possibilità di fuga fra topi, rifiuti e vetri rotti; il pavimento completamente ricoperto di urina e feci. Gli animali si presentavano sporchi, maleodoranti e completamente ricoperti da pulci e zecche.

Il recupero e il relativo trasporto al canile intercomunale di Fiorenzuola è risultato particolarmente difficoltoso; ha impegnato gli operatori ENPA tutto il pomeriggio sotto una pioggia torrenziale.

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“I cani sono sopravvissuti a quell’inferno solo grazie a due persone che lavoravano nelle vicinanze; infatti i latrati disperati dei cani hanno attirato la loro attenzione” conferma il Capo Nucleo Guardie Enpa Piacenza Michela Bravaccini.

“Sono questi due cittadini che hanno foraggiato con cibo e acqua i cani passandoli tra le sbarre del portone; sono loro che hanno permesso la loro sopravvivenza, allertato le autorità competenti e premesso quindi il loro salvataggio”.

Le indagini sui proprietari

Una volta messi in sicurezza gli animali, affidandoli per le prime cure nelle capaci mani delle Volontarie del Canile intercomunale di Fiorenzuola D’Arda, il Nucleo Guardie Zoofile di Enpa ha effettuato gli approfondimenti necessari per accertare la proprietà dei 4 cani.

N è emerso un quadro sconfortante, la posizione di uno dei proprietari è particolarmente critica, infatti già in passato aveva mostrato sua abitudine non provvedere all’iscrizione in anagrafe canina ed all’inserimento del microchip dei propri animali, per poi abbandonarli a se stessi a suo discernere. Oltre ciò, lo stesso anni addietro è stato oggetto di una drammatica e gravissima denuncia riguardante sevizie e torture su un considerevole numero di felini, che all’epoca fece scalpore anche sui media.

“I luoghi di detenzione dei cani erano isolati da altre abitazioni, questi rinchiusi, senza possibilità di fuga, senza acqua ne cibo sarebbero per certo morti dopo lunghe sofferenze”; continua la nota di Enpa. “La morte per inedia è atroce e straziante, condannare qualunque essere vivente a questa sorte è un atto di delinquenza pura, non ci sono scuse; i nostri ringraziamenti vanno ai due cittadini che non hanno voltato le spalle a quei poveri animali, che se ne sono presi cura nelle loro possibilità. Perché abbandonare e maltrattare un animale è Reato, far finta di non vedere o sentire, moralmente, è anche peggio”.

Le Guardie del Nucleo Enpa hanno denunciato i proprietari dei cani per i reati di abbandono animali art. 727 C.p. e di maltrattamento animali previsto dall’art. 544ter, consegnando tutti gli Atti alla Procura della Repubblica per il proseguo di competenza.

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