Scene da processo per stupro, una riflessione sulla violenza del pregiudizio

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Lo spettacolo teatrale era in scena il week end appena trascorso in un contesto meraviglioso: Cappella Ducale di Palazzo Farnese, con tre repliche sold-out.

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Un progetto che è maturato durante la pandemia ed è stato presentato all’interno del bando comunale Piacenza riparte con la cultura; una profonda e amara riflessione su quanto sia cambiata la coscienza sociale nella parità dei sessi.

Tutto è partito dal desiderio di mettere in scena un vero processo per stupro girato nel 1978 e mandato in onda l’anno successivo dalla Rai, che ha suscitato scalpore, che ha messo in luce quanta violenza ci possa essere nel giudicare una vittima di stupro, un processo che contribuito a cambiare la storia e la legislazione italiana.

Tre imputati, interpretati da un solo attore, una vittima e tre avvocati, due dei quali cercano di difendere i violentatori con parole feroci nei confronti della vittima.

Dall’altra parte l’Avvocato di parte civile, l’eccezionale Tina Lagostena Bassi, interpretata da tre attrici, che con grande lucidità ha replicato alla difesa.

Tutto vero… Le parole usate sono quelle del 1978… Ma le coscienze sono davvero cambiate dopo 40 anni? I recenti fatti di cronaca ci dicono di no, i commenti sono forse meno feroci, ma il significato non è affatto cambiato.

Ideato e organizzato da Stella Piazza, scritto e diretto da Filippo Arcelloni, ha visto in scena 14 attori non professionisti, che sono riusciti a inchiodare alle sedie il pubblico, a farlo pensare e a commuoverlo.

Cast: Paola Anaclerio, Mauro Barilati, Monica Baucia, Ornella Bergonzi, Chiara Borrelli, Monica Cappelli, Claudia Cigognini, Maria Grazia Cillis, Federica Codini, Francesca Conforti, Vania Ferri, Uberto Galleani, Ilaria Guglielmetti, Matteo Milza.

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