Repertorio
Un gruppo di genitori della Scuola dell’infanzia Besurica di Piacenza segnala problematiche legate alle condizioni microclimatiche della scuola, “già oggetto di ripetute segnalazioni alle istituzioni competenti nel corso dell’ultimo anno”.
“Nonostante il problema fosse noto e formalmente segnalato, anche quest’anno i bambini e il personale scolastico hanno trascorso settimane in aule che già nelle ore del mattino raggiungono e superano i 30°C. Nei giorni scorsi un bambino ha accusato un malore a causa delle elevate temperature presenti all’interno della scuola”.
Già dagli ultimi giorni di maggio e per tutto il mese di giugno, i bambini della Scuola dell’infanzia Besurica hanno trascorso le giornate scolastiche in aule che nelle ore del mattino raggiungono e superano i 30°C.
Non si tratta di una situazione imprevedibile né di un’emergenza improvvisa. Il problema era già emerso con evidenza nell’estate 2025 ed è stato formalmente segnalato alle istituzioni competenti. Nel marzo 2026 i genitori hanno nuovamente richiamato l’attenzione del Comune di Piacenza e della Dirigenza scolastica sulle condizioni microclimatiche dell’edificio, chiedendo l’adozione di misure immediate e temporanee in attesa di eventuali interventi strutturali.
Da allora abbiamo appreso dell’esistenza di interlocuzioni e incontri tra Comune e Dirigenza scolastica. Tuttavia, a oggi, nelle aule non risulta adottata alcuna misura concreta in grado di garantire condizioni compatibili con la salute dei bambini e del personale scolastico.
Nei giorni scorsi un bambino ha accusato un malore a causa delle elevate temperature presenti all’interno della scuola.
Di fronte a questi fatti non possiamo più accettare rassicurazioni generiche, promesse future o riferimenti a progetti che richiederanno anni per essere realizzati.
La questione non riguarda il comfort, ma la tutela della salute.
Il Decreto Legislativo 81/2008 impone che i rischi derivanti dalle condizioni microclimatiche siano valutati e gestiti nei luoghi di lavoro. La scuola è un luogo di lavoro per il personale scolastico ed è, soprattutto, il luogo in cui trascorrono gran parte della giornata bambini di tre, quattro e cinque anni.
Chiediamo pertanto pubblicamente:
Se il problema era noto nel 2025, è stato nuovamente segnalato nel 2026 e oggi si ripresenta nelle stesse identiche condizioni, non è più possibile parlare di emergenza imprevedibile.
L’anno scolastico 2025-2026 è ormai giunto al termine senza che il problema abbia trovato una soluzione concreta. Quello che chiediamo oggi è che non venga sprecato un altro anno e che le istituzioni assumano pubblicamente l’impegno di impedire che la stessa situazione si ripresenti anche nel 2027.
Dopo due estati consecutive trascorse in queste condizioni, i genitori hanno il diritto di sapere quali azioni concrete verranno intraprese e con quali tempi.
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