Comprendendo la necessità di garantire una parvenza di normalità, il governo si è assunto la responsabilità politica di far tornare in presenza al 100% tutte le scuole di ogni ordine e grado sulla base del principio del “rischio ragionato”, concetto, secondo noi, non supportato da condizioni reali e che non basta a dare tranquillità e garanzie al personale e agli studenti.
Con questa intenzione, si rischia di rimandare nel caos le scuole e di stravolgere, per l’ennesima volta, un modello organizzativo che fino ad ora, pur nelle difficoltà, ha consentito alla scuola di funzionare anche attraverso la didattica a distanza. Questa decisione arriva in un momento in cui la curva epidemiologica, seppur in calo, resta ancora alta a causa delle varianti del virus e senza che siano state adottate misure a tutela della salute e della sicurezza della comunità scolastica che da tempo le OO.SS. stanno invocando.
A ciò, si aggiunge il fatto che paradossalmente è stata sospesa la campagna di vaccinazione del personale scolastico, non è stato rinnovato il protocollo di sicurezza, è saltata la possibilità di ogni tracciamento, la situazione dei trasporti non è in grado di garantire le condizioni di sicurezza minime previste.
Di fatto possiamo affermare che le scuole riprenderanno in presenza al 100% sostanzialmente alle stesse condizioni di criticità di quando si decise di passare alla didattica digitale integrata.
La soluzione non passa attraverso l’introduzione di turni -come viene auspicato dalla lettura della stampa (con quale personale, visto che l’organico assegnato non consente lo sdoppiamento? Ad un mese o poco più dalla chiusura della scuola?)- o l’attivazione di ulteriori forme di flessibilità non ragionate e concordate con chi quotidianamente lavora per il funzionamento delle scuole.
In questo specifico contesto, gli Istituti devono poter organizzarsi in autonomia, tenuto conto delle criticità presenti in ogni realtà, per garantire il lavoro del personale e le lezioni in sicurezza.
Non servono forzature ad un mese dal termine delle lezioni. Servono risposte concrete ai troppi problemi irrisolti: riduzione del numero degli alunni per classe, ristrettezza degli spazi, i trasporti, il protocollo di sicurezza e il piano vaccinale che deve ripartire in modo tempestivo anche nei confronti di coloro che si sono prenotati e che non hanno potuto vaccinarsi a seguito del cambiamento, in corsa, delle scelte governative.
Uno sforzo significativo, inoltre, deve essere fatto per tenere sotto controllo la dinamica del contagio all’interno delle scuole; a tal proposito va approfondita la riflessione sulle misure individuate nelle indicazioni operative della regione Emilia Romagna che di fatto sono difficilmente compatibili con la ripresa in presenza al 100%.
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