“Forse stava con me perché l’aiutavo con le spese, ho sentito una scarica e le ho messo le mani al collo”

Indagine sulla lettera messa da Massimo nella cassetta postale di Perazzi

“Mi ha detto Non c’è neanche più bisogno che ci vediamo così spesso. Lì è entrata in me una fase istantanea come dire: Allora io in questi tre anni, questo tempo passato con lei, non sono serviti a niente. C’era solo uno scopo, forse perché l’aiutavo con le spese. Forse avevano ragione le persone che mi dicevano di lasciarla perdere; alcune dicevano: A quella interessano solo i soldi. E lì è nata la discussione, non so cosa mi è successo. Le ho messo le mani al collo e ricordo che è scivolata e ha sbattuto contro un asse che si è staccata”.

Sono le parole che Massimo Sebastiani ha pronunciato durante l’interrogatorio dopo l’arresto per l’omicidio di Elisa Pomarelli. La ragazza di 28 anni è stata uccisa all’interno del pollaio, adiacente all’abitazione dell’uomo. Sebastiani racconta agli inquirenti la propria versione. Un documento trasmesso dal programma televisivo “Quarto grado” nel corso della puntata del 20 settembre. Sebastiani racconta il momento del delitto: “Lì è scattato…come se davanti a me tutto quello che mi ha detto, che ha fatto fosse tutta una farsa. Io mi ricordo solo una scarica dentro di me enorme quando mi ha detto Non c’è neanche più bisogno di vederci così tanto.

Ma perché non c’era più bisogno di vedersi così spesso? Cos’era cambiato, nel frattempo? E qui spunta la misteriosa busta. Lo racconta sempre Sebastiani. “Mi ha detto Senti, sabato sera sono andata a una festa e mi hanno fatto una proposta. Tenere in consegna una busta, un qualcosa, e ci danno molti soldi. Entrando nel pollaio mi ha fatto capire che non c’era bisogno più di fare questi lavoretti qua”.

Lavoretti per cui Sebastiani retribuiva Elisa: “Io so che guadagnare anche dieci euro per lei era importante. A volte veniva a casa mia, piuttosto che trascurare il lavoro a casa mia, piuttosto che stare con lei cosa facevo: Se vieni ti do la mancetta. Allora riuscivo ad andare avanti a casa mia a lavorare, lei era lì con me. E poi le davo la mancetta e andavamo al ristorante”.

“Secondo me lei mi voleva bene, l’ho sempre sostenuto. Fino all’altro giorno”.