Su richiesta della Procura della Repubblica, il GIP ha emesso altre due misure cautelari in carcere a carico di altrettanti cittadini pakistani gravemente indiziati di tentato omicidio, occorso in Bologna, presso il parco della Montagnola il 5 maggio scorso a danno di un cittadino tunisino classe 2005.
Uno dei due destinatari è stato rintracciato a Piacenza nella giornata del 23 gennaio. Quest’ultimo si va ad aggiungere ad altri due cittadini pakistani, anche loro rintracciati e arrestati a Piacenza lo scorso luglio.
Sono dunque tre i cittadini pakistani rintracciati e arrestati a Piacenza dalla Squadra Mobile di Bologna con l’ausilio della Squadra Mobile di Piacenza: due a luglio 2025 e uno recentemente.
In particolare le indagini sono partite dalle chiamate giunte al 113 domenica 5 maggio 2025 che segnalavano una violenza aggressione consumata da un gruppo di almeno 10 persone nei confronti di un giovane nord africano; il ragazzo veniva attinto da arma da taglio che ne mettevano seriamente a repentaglio la vita.
La vittima, da subito, riferiva che il delitto era frutto di un equivoco poiché il gruppo che lo aveva aggredito lo aveva scambiato per un connazionale accusato di avere, poco prima, “bidonato” le controparti in uno scambio al minuto di sostanza stupefacente.
L’assenza di conoscenza pregressa tra aggressori e vittima rendeva oltremodo complesse le indagini che, quindi, si concentravo sull’analisi delle immagini di video sorveglianza.
A luglio, in particolare, la Squadra Mobile aveva dato esecuzione ad otto misure cautelari in carcere a carico di otto cittadini pakistani. Tre destinatari venivano raggiunti e tratti in arresto nella immediatezza mentre due ulteriori destinatari venivano rintracciati in Ungheria [SZEGED] e Germania [Duren]nell’ambito delle ricerche, internazionali, ed estradati in Italia a gennaio.
Sono in corso, ora, le ricerche degli ulteriori tre destinatari della misura custodiale, attivamente ricercati sia in Italia che all’estero.
Si rappresenta che si procede in ambito di indagini preliminari con la presunzione di innocenza dei destinatari di misura cautelare.
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