“La Cgil e la Filt Cgil di Piacenza esprimono profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia, ai colleghi e alla comunità pachistana colpita dalla tragica morte del lavoratore investito da un treno mentre si recava al lavoro. Non si può parlare di fatalità. È, purtroppo, una morte annunciata”. Con queste parole la Cgil interviene sulla tragica morte dell’uomo di origini pachistane travolto da un treno mentre si recava in bicicletta sul posto di lavoro.
Già dal 2022 la Filt Cgil denuncia come le condizioni di sicurezza degli spostamenti da e verso i poli logistici del territorio – da Piacenza a Castelsangiovanni, da Monticelli a Fiorenzuola – siano gravemente inadeguate rispetto alle migliaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno li raggiungono. Strade, percorsi e collegamenti non sono pensati per chi si muove a piedi o con mezzi pubblici, costringendo troppe persone a esporsi a rischi evidenti.
L’attraversamento ferroviario tra via Bazzani e via Modena, pur essendo vietato, è da tempo utilizzato proprio per l’assenza di alternative sicure. È un passaggio noto, pericoloso, un vero e proprio passaggio killer che deve essere immediatamente chiuso, accompagnando questa scelta con soluzioni concrete che garantiscano un accesso sicuro ai luoghi di lavoro.
Non è la prima volta che a Piacenza si muore andando a lavorare nella logistica. Per questo diciamo con forza che questa deve essere l’ultima. Nel maggio 2022, in occasione delle elezioni comunali, la Filt Cgil aveva già posto il tema all’attenzione delle istituzioni con un decalogo rivolto ai candidati, indicando chiaramente la necessità di intervenire sulla sicurezza degli spostamenti e sui servizi per le migliaia di persone che gravitano attorno ai poli logistici. Quelle richieste sono rimaste inascoltate.
Oggi è indispensabile aprire un confronto strutturato e urgente tra istituzioni, aziende e parti sociali per mettere in sicurezza gli accessi ai poli logistici e costruire alternative reali e praticabili, a partire da un attraversamento sopraelevato o da soluzioni equivalenti nel punto critico tra via Modena e via Bazzani. Serve un’assunzione di responsabilità collettiva e immediata per interrompere questo passaggio prima di dover piangere un’altra vittima.
Da quanto emerge, il lavoratore potrebbe essere inserito in un progetto di protezione internazionale; le difficoltà nell’identificazione, dovute anche all’assenza di documenti, rendono ancora più evidente la condizione di fragilità in cui si trovano molti lavoratori della logistica.
La Cgil e la Filt Cgil di Piacenza si mettono a disposizione dei familiari, dei colleghi e dell’intera comunità colpita per offrire supporto e vicinanza in questo momento di dolore.
La sicurezza nel lavoro e negli spostamenti non è un optional. È un diritto che va garantito, sempre.
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