Attualità

Cresce il turismo in regione e Piacenza non fa eccezione: oltre il 6 per cento di visitatori in più rispetto al 2024

Il turismo in Emilia-Romagna continua a crescere e nel 2025 supera una nuova soglia: oltre 44,1 milioni di presenze (44.170.468) e più di 13,2 milioni di arrivi (13.231.732) dai dati consolidati ISTAT, con un aumento rispettivamente del +3,9% e del +7,8% rispetto al 2024.  

Piacenza non fa eccezione con 292.902 turisti: una crescita del +6,40% deli arrivi e 638.027 presenze (+6,98).

A trainare la crescita è soprattutto il turismo internazionale: gli arrivi dall’estero raggiungono 4,17 milioni (+10%) e le presenze 14,1 milioni (+7,9%). Nel complesso i turisti italiani sono oltre 9 milioni, per un totale di oltre 30 milioni presenze, in aumento rispettivamente del +6,75% e del +2,13% rispetto all’anno precedente.Numeri che confermano l’Emilia-Romagna come regione sempre più attrattiva sui mercati esteri. 

Un trend che interessa tutto il territorio: secondo i dati sul movimento turistico del 2025, elaborati dal Servizio statistica della Regione, la Riviera si conferma il principale motore regionale, con 6,3 milioni di turisti (+5,25% arrivi) e 28,5 milioni di pernottamenti (+1,97%), ma chiudono il 2025 con un segno più anche i Comuni dell’Appennino, che registrano 275.841 turisti (+12,71% arrivi) e oltre 876mila pernottamenti (+12,44%), segno di un interesse crescente per i borghi e il turismo naturalistico.

“La crescita del turismo in Emilia-Romagna riguarda tutti i nostri territori: città d’arte, Appennino e mare- sottolinea l’assessora regionale al Turismo, Roberta Frisoni-. Accanto alla solidità della Riviera, che continua a rappresentare il principale prodotto turistico della regione e dove si concentra la quota più ampia di presenze, vediamo rafforzarsi anche altri segmenti dell’offerta, con territori e prodotti che registrano aumenti significativi, in alcuni casi anche a doppia cifra. E’ il caso ad esempio dell’Appennino dove i dati confermano la validità delle politiche messe in atto per sostenere e promuovere queste destinazioni dove il turismo sta diventando un elemento sempre più importante per le economie locali”.

Gli ambiti provinciali

Bologna supera i 3,17 milioni di turisti e raggiunge 7,18 milioni di presenze, registrando una crescita del +10,66% negli arrivi e del +8,28% nei pernottamenti. Rimini si conferma la prima provincia per presenze con 15,62 milioni (+4,63), a fronte di quasi 4 milioni di turisti (+1,85 arrivi). L’aumento più consistente riguarda Reggio Emilia, che registra +21,22% di arrivi e +14,97% di presenze.

Trend positivi si registrano anche nelle altre province: Piacenza arriva a 292.902 turisti, con una crescita del +6,40% deli arrivi, e 638.027 presenze (+6,98); Parma supera 790 mila turisti con un incremento del +10,97% e totalizza 1,71 milioni di presenze (+ 7,77); Modena conta 935.806 turisti (+8,64% arrivi) e 2,11 milioni di pernottamenti (+6,65%); Ferrara raggiunge 672.915 turisti (+8,01% arrivi) e 2,93 milioni di presenze (1,55%); Ravenna totalizza 1,75 milioni di arrivi (+8,96%) e 7,24 milioni di presenze (+6,06%). Forlì-Cesena, infine, chiude l’anno con 1,23 milioni di turisti (+2,77% arrivi) e 5,8 milioni di pernottamenti (-0,94 %).

Andamento strutture ricettive

Anche l’analisi della tipologia delle strutture ricettive evidenzia una dinamica chiara: in diversi ambiti territoriali il comparto extra-alberghiero cresce più rapidamente rispetto all’ospitalità tradizionale. Il fenomeno è particolarmente evidente nelle Città d’arte, dove l’aumento della domanda è sostenuto soprattutto dalle strutture extra-alberghiere (+24,32% negli arrivi e +15,87% nelle presenze), mentre il comparto alberghiero registra incrementi più contenuti (+6,49% di arrivi e +3,66% di pernottamenti). Nei Comuni della Riviera gli esercizi extra-alberghieri segnano +11,63% negli arrivi e +6,38% nelle presenze, a fronte di una crescita più moderata dell’alberghiero (+4,06% negli arrivi e +0,43% nei pernottamenti).

La stessa tendenza si osserva anche nei territori interni. Nelle località dell’Appennino l’extra-alberghiero registra +25,74% negli arrivi e +22,96% nelle presenze, mentre l’alberghiero cresce comunque in modo positivo (+9,96% di arrivi e +10,17% di pernottamenti). Un andamento che riflette l’interesse crescente per formule di soggiorno più flessibili e legate al turismo naturalistico e outdoor.

Nelle località collinari l’extra-alberghiero segna incrementi ancora più marcati (+22,47% negli arrivi e +27,36% nelle presenze), mentre il comparto alberghiero mostra aumenti più contenuti (+3,56% negli arrivi e +1,59% nei pernottamenti), a conferma della diffusione di agriturismi, bed & breakfast e altre forme di ospitalità diffusa tipiche di questi territori.

Nelle località termali l’andamento resta più moderato: cresce l’extra-alberghiero (+14,20% negli arrivi e +9,86% nelle presenze), mentre l’alberghiero registra una dinamica più stabile (+0,68% di arrivi e una lieve flessione delle presenze -2,71%).

I dati sugli acquisti

Accanto ai dati Istat sulle strutture ricettive, l’Osservatorio turistico regionale dispone anche di nuove fonti informative grazie alla piattaforma Tourism Data Hub, che integra tra gli altri i dati sugli acquisti effettuati tramite carte Mastercard, relativi alle sole spese effettuate in loco dai visitatori. Nel 2025 questi dati indicano che la Germania è il primo mercato per spesa turistica in Emilia-Romagna con una quota del 17,7%, seguita da Svizzera (10,5%)Paesi Bassi (7%) e Regno Unito (6,7%). Tra i principali mercati internazionali, la Svizzera registra anche il ticket medio più elevato (57 euro), davanti a Germania (46,8 euro), Stati Uniti (41,4 euro) e Austria (41,2 euro).

L’analisi della spesa per settore merceologico mostra inoltre che i ristoranti rappresentano la principale voce di spesa (20,35% del totale), seguiti da supermercati e alimentari (16,12%), abbigliamento (13,03%) e hotel (12,35%). Tra queste categorie sono però proprio gli hotel a registrare il ticket medio più elevato (142,82 euro), davanti ad abbigliamento (70,63 euro), ristoranti (27,52 euro) e supermercati e alimentari (22,53 euro).

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