Cronaca Piacenza

Distanziamento, assembramenti, mascherine: nell’Unione Bassa Val Trebbia vigili in campo nelle ore serali per potenziare monitoraggi e controlli

In Emilia scatta la zona gialla da domani, ma l’attenzione al rispetto delle regole non deve calare. Ne sono convinti i sindaci dell’Unione Bassa Val Trebbia che hanno presentato un nuovo servizio di monitoraggio del territorio avviato dalla Polizia municipale nelle ore serali, dalle 19 alle 21.

Dal 23 novembre, e fino al termine dell’anno, una pattuglia è operativa oltre l’orario consueto per svolgere controlli sul rispetto delle regole di distanziamento, per verificare l’uso della mascherina e disperdere eventuali assembramenti nei comuni di Rottofreno, Calendasco, Gragnano, Gossolengo e Rivergaro.

“Siamo attivi 3 o 4 giorni a settimana, grazie alla disponibilità accordata dai vigili del nostro Corpo che hanno risposto all’invito a rendersi disponibili, dimostrando grande senso di responsabilità in un momento delicato come quello che ci apprestiamo a vivere con l’approssimarsi delle festività”, ha spiegato il comandante Paolo Costa, illustrando il progetto nel dettaglio. “Nella fascia oraria compresa tra la fine del pomeriggio e l’arrivo del coprifuoco, una pattuglia monitorerà il territorio con l’obiettivo di presidiare il rispetto delle norme di prevenzione del contagio fissate dai decreti”.

Soddisfazione per la novità è stata espressa dai sindaci di tutti i comuni coinvolti. “Passare dall’arancione al giallo è sicuramente una buona notizia, ma l’attenzione deve restare alta”, spiega Raffaele Veneziani, Presidente dell’Unione. “Il servizio straordinario svolto dalla polizia municipale è fondamentale per rafforzare la presenza dei nostri agenti non tanto a fini punitivi, ma educativi, preventivi e di deterrenza”.

A finanziarlo sono i fondi destinati dal Governo ai territori più colpiti dall’emergenza Coronavirus. Sul totale di 74 mila euro attribuiti all’Unione, 10 mila sono riservati al pagamento dell’attività supplementare della polizia locale; la quota restante è stata impiegata per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, misuratori della temperatura e transenne, oltre che per potenziare le necessarie attività di smartworking avviando anche uno specifico percorso di formazione riservato al personale.

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