Cronaca Piacenza

Vaccini finti, le intercettazioni dell’infermiera: “Sono sicura che è acqua fisiologica”. Proseguono le indagini

Dovrebbero svolgersi a breve gli interrogatori di garanzia nell’ambito dell’inchiesta legata ai falsi vaccini. Inchiesta che ha visto l’arresto di V.B. e M.F.L., infermieri dell’Ausl di Piacenza accusati di aver avviato un vero e proprio business pensato per i cosiddetti no vax, o comunque per quei cittadini non intenzionati a vaccinarsi. M.F.L. avrebbe procacciato i clienti i quali avrebbero pagato V.B. per ricevere il finto vaccino. La stessa Ausl sarebbe venuta a conoscenza di quanto accadeva e avrebbe allontanato la donna dopo aver denunciato i sospetti alla Procura. L’infermiera, però, sarebbe riuscita ad approdare in una farmacia della città all’interno della quale avrebbe eseguito tamponi facendoli poi passare per positivi: in questo caso infatti i clienti pagavano per risultare positivi e quindi, ancora una volta, ottenere il green pass per avvenuta guarigione. V.B. si trova in carcere, mentre M.F.L. agli arresti domiciliari. Nel frattempo le indagini proseguono, sono 28 le persone indagate: 23 clienti, i quali potrebbero essere accusati di corruzione, e cinque infermieri la cui posizione è al vaglio.

Emergono nel frattempo le prime intercettazioni telefoniche avviate durante le indagini. In una di queste V.B. sembrerebbe parlare a un cliente citando l’acqua fisiologica: “Io approfitterei oggi perché già c’è tanta gente. Il ragazzo vi fa l’acqua. Cosa dici? […] Perché io sono sicura che è acqua fisiologica”. Ci si chiede infatti cosa accadesse all’interno delle cabine affidate all’infermiera, nel caso ovviamente la ricostruzione degli inquirenti fosse confermata: avrebbe gettato a terra il vaccino o avrebbe iniettato acqua fisiologica? In altre intercettazioni sembra spiegare ai clienti quali sintomi lamentare con il proprio medico di famiglia: “Gli dite che da 4 o5 giorni avete mal di testa, raffreddore e balle varie”.

L’infermiera non agiva per una qualche ideologia no vax, essendo lei stessa vaccinata. Dalle telefonate emerge comunque una sorta di astio nei confronti del sistema: “La sanità per primo fa schifo e io mi vergogno di lavorare veramente per questa, per lo Stato per tutti”. Come detto, le indagini sono tuttora in corso.

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