Cinque serate, quasi 300.000 presenze, più del 58% di visitatori provenienti da fuori provincia e un indotto stimato tra gli 8 e i 10 milioni di euro: l’edizione 2025 dei Venerdì Piacentini si chiude con numeri da record e la conferma di Piacenza come capitale culturale e turistica delle notti estive in Emilia. Da Milano a Bergamo, da Brescia a Parma: il festival ha saputo attrarre migliaia di persone con un’offerta culturale, artistica e commerciale senza precedenti.
Sono stati 258 gli eventi in programma tra concerti, mostre, spettacoli, installazioni e attività per famiglie. Il centro storico di Piacenza si è trasformato ogni venerdì sera in un palcoscenico a cielo aperto, con 300 esercizi commerciali coinvolti e una partecipazione crescente, anche da parte delle nuove generazioni.
“Le cinque serate dei Venerdì Piacentini sono fondamentali per tantissimi operatori economici – sottolinea il Sindaco Katia Tarasconi – e non è solo una questione di numeri ma di identità, comunità e capacità di attrarre energie da fuori. Piacenza, in queste notti, mostra il meglio di sé: dinamica, viva, accogliente. Il merito è di una città intera che sa lavorare insieme”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Simone Fornasari, assessore comunale al Commercio e al Marketing territoriale: “I Venerdì Piacentini non sono solo il festival più partecipato dell’Emilia, ma un simbolo di ciò che Piacenza può essere quando pubblico, privati, cittadini e imprese decidono di lavorare insieme. È un’emozione vedere la nostra città diventare il cuore pulsante dell’estate del Nord Italia, viva, inclusiva, creativa. Un grazie a chi ogni anno rende possibile tutto questo: è da qui che nasce la forza di un territorio che non smette mai di stupire”.
A conferma della rilevanza dell’evento, i Venerdì Piacentini 2025 hanno ricevuto una larghissima copertura da parte dei media locali e nazionali, con numerosi articoli, reportage e approfondimenti pubblicati su giornali, magazine e portali online. L’interesse ha varcato anche i confini italiani, con segnalazioni e richieste di informazioni provenienti dall’estero, a testimonianza del crescente appeal internazionale del festival e della città di Piacenza.
Soddisfazione anche da numerosi esercenti: “Cinque serate che valgono due mesi di incassi”. Una frase che fotografa perfettamente l’impatto concreto di un evento che, pur mantenendo un’anima culturale e popolare, è diventato anche uno dei motori principali dell’economia urbana. Un dato che assume un peso ancora maggiore alla luce delle 98 chiusure registrate in città nell’ultimo anno. Il festival, insomma, è ossigeno puro. Un successo reso possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni, commercianti, sponsor, associazioni culturali e cittadini, in un format ormai riconosciuto come uno dei più importanti eventi urbani dell’Emilia-Romagna.
Il festival, che vede la collaborazione del Comune di Piacenza, è stato diretto da Nicola Bellotti e organizzato dall’agenzia di comunicazione Blacklemon, ideatrice del format e titolare esclusiva del marchio. L’obiettivo è preciso: generare un impatto economico concreto sul tessuto commerciale e turistico della città. Grazie a un sistema collaudato e a un programma culturale di alto livello, il festival attira migliaia di visitatori da fuori provincia, incentivando la scoperta del centro storico e stimolando l’attività di centinaia di esercizi locali.
“I Venerdì Piacentini vivono grazie alla fiducia dei nostri partner – spiega Bellotti – Il Festival infatti non riceve contributi pubblici, ma si regge su chi crede davvero nel valore di questo progetto. Un grazie speciale va a IREN, main partner dal 2011, e alla Banca di Piacenza, nostro unico Platinum Partner. Ma anche a TRS Ecology, Egger Italia, Cementirossi, Impresa Cogni e a tutti gli altri sponsor che ci affiancano ogni anno. Fondamentale è anche la collaborazione con il Comune di Piacenza: l’impegno dell’assessore Simone Fornasari, il supporto del sindaco Katia Tarasconi e la disponibilità degli uffici e dei dirigenti hanno rappresentato un elemento decisivo”.
“Un ringraziamento speciale – conclude Nicola Bellotti – va inoltre alla Questura, alle forze dell’ordine, alla Polizia Locale, alla Prefettura, al 118, all’associazione Vita in Centro e alla Croce Rossa”.
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