Via libera in commissione “Politiche economiche” al progetto di legge che autorizza la Regione Emilia-Romagna a aderire all’Associazione europea delle Vie Francigene (Aevf), presentato da Andrea Massari (Pd) e firmato da diversi consiglieri di maggioranza. L’Aevf, istituita a Fidenza (Parma) nel 2001, svolge un ruolo centrale nella tutela e nello sviluppo della Via Francigena e negli anni ha consolidato un efficace modello di governance multilivello, fondato sulla cooperazione tra enti territoriali, istituzioni culturali, università, associazioni e comunità locali dei territori attraversati dal cammino. Nel 2007 il Consiglio d’Europa ha riconosciuto all’Aevf il ruolo di “réseau porteur”, ossia rete capofila incaricata di coordinare le attività di sviluppo, tutela e valorizzazione dell’itinerario.
L’associazione promuove inoltre un dialogo costante con istituzioni pubbliche, enti di ricerca, operatori economici, associazioni e comunità locali, con l’obiettivo di diffondere i valori culturali del camminare e di sostenere modelli di sviluppo territoriale improntati alla sostenibilità, alla valorizzazione dell’identità dei luoghi e alla promozione turistica integrata dei territori interessati dal percorso.
Il presidente della commissione “Politiche economiche” Luca Quintavalla, tra i firmatari del progetto di legge, spiega che “l’adesione della Regione Emilia-Romagna all’Associazione europea delle Vie Francigene consente di rafforzare la collaborazione istituzionale a livello europeo e internazionale, contribuendo alla definizione di strategie comuni di valorizzazione del percorso e alla promozione coordinata dei territori attraversati.
L’intervento normativo si pone in coerenza con le politiche regionali in materia di turismo sostenibile e valorizzazione dei cammini storici”. Nel piacentino, in particolare, la Via Francigena attraversa i comuni di Calendasco (guado di Sigerico), Rottofreno, Piacenza, Pontenure, Cadeo, Fiorenzuola d’Arda e Alseno. “La Via Francigena – ricorda Quintavalla – è tra i cammini più attrattivi d’Europa, con un numero crescente di pellegrini e camminatori di tutte le età, provenienti da diversi Paesi. Il turismo legato ai cammini storici rappresenta una forma di turismo lento e sostenibile, sempre più apprezzata, che contribuisce a generare ricadute economiche diffuse, favorendo lo sviluppo delle economie locali, in particolare nelle aree rurali e nei territori meno interessati dai flussi del turismo di massa.
Numerosi studi evidenziano come il turismo lento possa produrre benefici economici significativi per le comunità locali, sostenendo la crescita delle attività ricettive, della ristorazione, dell’artigianato e dei servizi legati alle attività outdoor, nonché contribuendo alla creazione di nuove opportunità occupazionali”.
Per Quintavalla, “investire nella valorizzazione della Via Francigena significa pertanto non solo tutelare un importante patrimonio storico e culturale europeo, ma anche promuovere un modello di sviluppo territoriale sostenibile, capace di generare nuove opportunità economiche e sociali per le comunità locali”.
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