Violenza nelle scuole, prof nel mirino. Zavattoni: “Situazione denunciata da tempo, serve prevenzione e non repressione”.
Dopo il gravissimo fatto accaduto in provincia di Bergamo, dove un tredicenne ha accoltellato la sua insegnante di francese, la preoccupazione dei professori, già presente da diversi anni, in tema di violenza giovanile sta emergendo in tutta la sua interezza.
Capisco la preoccupazione degli insegnanti – spiega Giovanni Zavattoni Segretario Provinciale FLC CGIL Piacenza – è da tempo che denunciamo la questione. Il fatto di Bergamo chiaramente rappresenta un atto gravissimo che colpisce non soltanto gli addetti al settore ma tutta la società, anche per la giovanissima età dello studente coinvolto. Di fronte a questi episodi, non possiamo limitarci alla sola indignazione e nemmeno affidarci esclusivamente a risposte di carattere repressivo. Tutte le misure che sono state introdotte in questi ultimi anni basate su inasprimento delle sanzioni o sull’introduzione di nuovi reati e altro, non hanno prodotto dei risultati efficaci. In particolare perché non intervengono sulle cause profonde del disagio giovanile e non garantiscono tra l’altro neanche una sicurezza nei contesti educativi. Parliamo di Bergamo, ma qualche periodo fa è successo un fatto grave è accaduto anche a Piacenza, con il coinvolgimento di un genitore. Situazioni che devono fare riflettere.
Un presente difficile, dove episodi di disagio spesso si trasformano in violenza proprio nei luoghi di insegnamento, che dovrebbero educare al rispetto, al dialogo e alla serena convivenza.
Serve un approccio fondato sulla prevenzione, sulla sicurezza e sulla presa in carico delle studentesse e degli studenti. In particolare perché il disagio del mondo giovanile richiede proprio queste risposte che devono essere strutturate, integrate, ma soprattutto non spot, ma risposte continuative e la scuola, mi spiace dirlo, è lasciata sola.
Secondo Zavattoni alla scuola mancano gli strumenti per affrontare di petto la problematica. In ballo c’è la questione dei fondi per i psicologi nelle scuole che anno dopo anno sono stati erosi. Per questo è indispensabile il coinvolgimento di una pluralità di soggetti che scontano però anni di una progressiva riduzione delle risorse che chiaramente limita fortemente la capacità di intervento.
Risultano in ascesa purtroppo aggressioni, anche verbali, nei confronti degli insegnati che in alcuni casi scelgono addirittura di licenziarsi cambiando vita pur di non affrontare più questa realtà. Il Ministro Valditara ha annunciato che dopo Pasqua dovrebbero partire degli incontri per educare al rispetto.
Bisogna ridare dignità – conclude Zavattoni – a un settore che per anni è stato invece denigrato. Serve maggior organico nelle scuole, psicologi, più educatori e la possibilità di fare dei progetti di prevenzione al disagio. Sono tante le cose da fare, ma quando si parla di soldi nella scuola, la situazione è sempre più difficile, perché comunque siamo diventati un po’ il Bancomat di questo paese.
Compilando i campi seguenti potrai ricevere le notizie direttamente sulla tua mail. Per garantire che tu riceva solo le informazioni più rilevanti, ti chiediamo gentilmente di mantenere aggiornati i tuoi dati.
“La Regione mette in campo un intervento concreto e necessario per il futuro dei nostri…
È scientificamente provato che i “punti di vista” di Andrea Amorini siano la lettura preferita…
L'intervista ESCLUSIVA di RADIO SOUND al tecnico biancorosso Arnaldo Franzini dopo il successo del Piacenza…
Il Piacenza nell'uovo di Pasqua non trova una prestazione esaltante, ma quantomeno raccoglie i 3…
“La Regione non ha documenti ufficiali e il Piano non è mai arrivato a compimento.…
La mobilitazione sindacale porta i suoi frutti e l'Azienda USL di Piacenza interviene positivamente per…