“I bagliori tricolori di centrali idrovore ed impianti idraulici operanti nel nostro Paese hanno illuminato la notte italiana per porre l’attenzione dell’opinione pubblica e dei soggetti decisori sul lavoro degli oltre 8.000 lavoratori e lavoratrici dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, impegnati a garantire quotidianamente indispensabili condizioni allo sviluppo socio-economico delle comunità locali e cioè la sicurezza idrogeologica, nonché la gestione delle risorse idriche per l’agricoltura, che produce cibo”: Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI, commenta così la numerosa e convinta adesione all’iniziativa promossa dall’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue.
La Finarda illuminata
A Piacenza, l’impianto idrovoro illuminato è stato quello della Finarda (facciata di valle) ubicato nell’omonima via della città. Un’opera ancora oggi centrale e strategica per la protezione idraulica di Piacenza, realizzata alla fine degli anni Trenta e nel tempo potenziata nella sua funzione e rinnovata nel suo funzionamento.
A dare il via alle accensioni è stato l’impianto di Focene, nella Città Metropolitana di Roma, deputato a garantire l’equilibrio idraulico del territorio, su cui insiste l’aeroporto “Leonardo da Vinci” a Fiumicino.
La vitale importanza dell’acqua
“Se mai ce ne fosse stato bisogno, crisi climatica e conflitti bellici sono a dimostrarci la vitale importanza dell’acqua – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Oggi più che mai è indispensabile aumentare la capacità nazionale di trattenere l’acqua di pioggia, creando riserve per i momenti di necessità e riducendo i rischi alluvionali. Con l’illuminazione di idrovore ed impianti idraulici vogliamo porre l’accento sulla necessità di avviare il Piano Invasi, proposto con Coldiretti, perno di quelle nuove infrastrutture idrauliche, che sono uno degli asset della nostra strategia di adattamento all’estremizzazione degli eventi meteo, composta anche da manutenzione del territorio, ricerca ed innovazione, cultura dell’acqua.”
In Italia i Consorzi di bonifica ed irrigazione strutturati sono 141 e gestiscono una rete idraulica di oltre 231.000 chilometri con 960 impianti idrovori e quasi 23.000 opere per “tenere asciutti” 9.592.611 ettari. Su questi territori gli enti consortili provvedono anche alla tutela dell’ambiente ed alla produzione di energia rinnovabile, grazie a circa 350 impianti idroelettrici e 110 impianti fotovoltaici “fuori suolo”. La superficie servita da opere d’irrigazione è di 3.500.000 ettari.
“Ci sono soprattutto due elementi, che danno il senso dell’importanza del nostro lavoro: senza la costante azione delle idrovore, che gestiamo, tornerebbe acquitrinoso il 30% delle pianure italiane, così come l’85% del made in Italy agroalimentare dipende dalla disponibilità d’acqua per l’irrigazione: chiediamo pertanto che la rete nostra idraulica sia concretamente riconosciuta come un asse strategico dell’Italia. I Consorzi di bonifica ed irrigazione sono un’originale quanto straordinaria esperienza di autogoverno democratico del Paese nel segno della sussidiarietà” conclude Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI.
L’IMPIANTO IDROVORO DELLA FINARDA
L’impianto idrovoro della Finarda (gestito dal Consorzio di Bonifica di Piacenza) continua ad essere centrale e strategico per la protezione di Piacenza città. Esso è posto lungo il fiume Po a Piacenza, è stato costruito alla fine degli anni ’30, nel programma dei lavori per la costruzione delle opere pubbliche di bonifica Urbana e Suburbana di Piacenza con il quale da un lato è stato possibile risolvere i problemi idraulici ed igienici di Piacenza e delle aree agricole della bassa pianura e, dall’altro, sono state create le pre-condizioni necessarie allo sviluppo e all’ampliamento della città e del territorio avvenute a partire dal secondo dopoguerra. L’impianto viene utilizzato sia durante i periodi di piena del Po sia per smaltire le portate dei canali quando gli scarichi a gravita si dimostrano insufficienti.
Nella zona urbana di Piacenza le acque giungono all’impianto idrovoro della Finarda, lungo il Po, (l’impianto può sollevare fino a ventiquattro metri cubi al secondo di acqua) tramite i canali Settentrionale e Rifiuto, mentre nella zona suburbana (località Mortizza) le acque confluiscono all’Impianto Idrovoro Armalunga, in grado di sollevare fino a diciotto metri cubi al secondo d’acqua. Entrambi gli impianti, mediante sollevamento meccanico, immettono l’acqua in eccesso nel fiume Po. In caso di piogge intense Piacenza viene difesa anche dalla cassa di espansione Riello (quartiere Farnesiana) che può contenere circa 98.000 metri cubi d’acqua. Infine i canali Diversivi di Ovest e di Est (che perimetrano Piacenza) raccolgono l’acqua piovana proveniente dalle colline che altrimenti allagherebbe la città.
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