Nuove tecnologie e tecniche, ma anche la necessità di un approccio interdisciplinare. E’ quanto emerso durante il convegno “Stroke e cuore. Un dialogo ad alta frequenza”, svoltosi venerdì 20 marzo 2026 presso il Best Western Park Hotel di Piacenza. Convegno che continuerà anche domani, rendendo Piacenza, in questi due giorni, capitale della Cardiologia.
Obiettivo dell’incontro, approfondire le modalità con cui cuore e cervello interagiscono, in particolare nelle fasi acute e nella prevenzione delle recidive.
L’iniziativa ha visto la partecipazione di cardiologi, neurologi e specialisti di diverse discipline, impegnati in un confronto sulle più aggiornate evidenze scientifiche e sui modelli assistenziali integrati per una gestione più efficace dell’ictus. Il convegno ha rappresentato un importante momento di condivisione e aggiornamento, volto a consolidare la collaborazione tra strutture ospedaliere, territorio e rete dell’emergenza-urgenza, con l’obiettivo di garantire ai pazienti percorsi di cura sempre più rapidi ed efficienti.
L’importanza della prevenzione
Daniela Aschieri, primario di Cardiologia all’ospedale di Piacenza, ricorda però che la prima cura è la prevenzione. E in questo caso ognuno di noi deve fare la propria parte.
“Stroke e infarto sono due patologie con caratteristiche simili in due organi diversi, quindi è la stessa malattia in due organi diversi. La malattia arteriosclerotica che porta all’infarto cerebrale in un caso e all’infarto del cuore nell’altro. Quindi molte similitudini sia nel trattamento, la tromboendoarterectomia o la trombolisi per il cervello e quindi l’ictus, ma anche per l’infarto”.
“Quindi parallelismi che ci portano anche a dire che la prevenzione di entrambe le malattie parte dal paziente e quindi dal trattamento dei fattori di rischio. Attenzione a curarsi: diabete, ipertensione, colesterolo alto sono le principali cause che portano a queste malattie. Noi metteremo tecnologie e professionalità ma il paziente ha bisogno di essere padrone del proprio corpo e di curarlo da solo”.
L’approccio interdisciplinare tra Cardiologia e Neurologia
Al centro anche il tema dell’approccio interdisciplinare, in particolare tra Cardiologia e Neurologia. Lo ha confermato Gabriele Guardigli direttore Unità Operativa Cardiologia Università Ferrara.
“È un argomento molto importante perché racchiude un concetto fondamentale, che è quello che i medici devono lavorare insieme. Cuore e cervello rappresentano due entità particolari, tutte e due di grande fascino ma anche di grande importanza clinica”.
“I cardiologi sono arrivati un po’ prima per alcune tecniche e anche durante il convegno si è valutato questo aspetto: la possibilità di capire come mai si creano i trombi, come mai si occludono i vasi, come mai si creano le emorragie”.
“La possibilità che lavorino insieme i cardiologi e i neurologi rappresenta la sfida del futuro che deve essere trasferita nella quotidianità per curare meglio i pazienti che vengono ricoverati in ospedale”.






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