“Dalla risposta al nostro accesso agli atti molti dati, ma non emergono le valutazioni che giustificano risorse e criteri di assegnazione. Presentata una nuova interrogazione e richiesta un’integrazione documentale”.
Incentivi alle assunzioni nelle aree montane, Tagliaferri chiede chiarimenti alla Regione
“La Regione Emilia-Romagna conosce bene le difficoltà economiche e occupazionali delle proprie aree montane, ma dalla documentazione che ci ha trasmesso non emerge con sufficiente chiarezza come abbia valutato il fabbisogno reale dei territori, quantificato le risorse necessarie e individuato criteri capaci di raggiungere i comuni maggiormente in difficoltà. Due milioni di euro possono rappresentare un sostegno utile, ma non basta mettere a disposizione un finanziamento: bisogna dimostrare che sia adeguato e che arrivi dove serve davvero”.
È quanto dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, dopo aver esaminato la risposta della Regione del 16 ottobre 2026 alla richiesta di accesso agli atti relativa al bando per gli incentivi alle assunzioni nei territori montani e nelle aree interne, approvato con deliberazione di Giunta n. 1630/2026.
Nuova interrogazione e richiesta integrativa di accesso agli atti
“Abbiamo ricevuto dati sulle imprese, sull’occupazione e sugli incentivi disponibili, ma non risultano compiutamente individuabili le analisi istruttorie, le simulazioni finanziarie e le valutazioni territoriali che avevamo espressamente richiesto. Per questo abbiamo presentato una nuova interrogazione a risposta scritta e una richiesta integrativa di accesso agli atti, affinché la Giunta chiarisca quali valutazioni abbiano effettivamente orientato le proprie decisioni”.
Montagna piacentina, imprese attive in calo del 17,1% tra il 2014 e il 2024
Particolarmente significativo è il quadro della montagna piacentina. Secondo il rapporto dell’Osservatorio dell’Appennino Emiliano, tra il 2014 e il 2024 le imprese attive nei comuni montani della provincia di Piacenza sono diminuite del 17,1 per cento.
“Quando un territorio perde quasi un’impresa su sei nell’arco di dieci anni, non possiamo trattarlo come se partisse dalle stesse condizioni degli altri. Eppure il bando prevede una procedura a sportello, basata sull’ordine cronologico delle domande ammissibili. È una scelta che rischia di favorire chi dispone di maggiori capacità organizzative, senza necessariamente premiare i territori nei quali la crisi del tessuto produttivo è più grave”.
Bando da 2 milioni di euro, il nodo delle assunzioni finanziabili
Tagliaferri richiama anche la consistenza dello stanziamento: “Con un contributo base massimo di 15.000 euro per assunzione, due milioni consentirebbero teoricamente di sostenere circa 133 assunzioni a importo pieno, prima di considerare le eventuali premialità. Naturalmente il numero effettivo dipenderà dagli importi riconosciuti, ma proprio per questo chiediamo alla Regione se abbia stimato quanti lavoratori e quante imprese potranno realmente beneficiare della misura”.
Incentivi e occupazione stabile, i dubbi sui requisiti di accesso
“Non contestiamo l’obiettivo di sostenere chi ha perso il lavoro. Abbiamo già sollevato il problema dei requisiti di accesso, anche a seguito della segnalazione di un’impresa di Ottone. Oggi poniamo una questione ulteriore: quali garanzie esistono affinché le risorse pubbliche producano nuova occupazione stabile e non si concentrino soltanto dove è più semplice presentare domanda?”.
La richiesta di dati sulle assunzioni per provincia e per comune
“La Giunta deve spiegare quali criteri abbia utilizzato, quali risultati si attenda e come intenda monitorarli. Servono dati per provincia e per comune, verifiche sulle assunzioni effettivamente realizzate e la disponibilità a intervenire qualora emergano squilibri territoriali”.
Tagliaferri: “La montagna non si difende con un bando uguale per tutti”
“La montagna non si difende con un bando uguale per tutti, ma con politiche capaci di riconoscere che i territori non sono tutti uguali. È su questo che chiediamo risposte precise alla Regione”, conclude Tagliaferri.
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