Economia

Banca di Piacenza, nuova campagna di comunicazione: “Uno spot che fa pubblicità all’imprenditoria giovanile piacentina”

«Questo messaggio, che più che una pubblicità è un racconto di verità, esprime perfettamente l’anima di questa Banca che gode di una stima che va ben al di là delle nostre dimensioni». Così il presidente del Cda Giuseppe Nenna ha chiuso la partecipata conferenza stampa di presentazione del nuovo spot della Banca di Piacenza che si è tenuta nella Sala Ricchetti della Sede centrale (presenti per la Banca, oltre ai presidenti Nenna e Sforza, anche il condirettore generale Pietro Coppelli, il vicedirettore generale Pietro Boselli e alcuni rappresentanti del Cda). Il direttore creativo del progetto di comunicazione Paolo Guglielmoni – dopo aver ringraziato l’Istituto di credito per l’occasione che gli è stata offerta – ha spiegato lo spirito dello spot, definito «un atto d’amore di una banca che vuol bene a Piacenza» e realizzato «facendo pubblicità all’imprenditoria giovanile piacentina».

Nello spot compaiono alcuni imprenditori locali che, presenti in sala, sono stati invitati dal dott. Guglielmoni a raccontare la loro esperienza: Massimiliano Cravedi, Mattia Ferri, Marco Profumo, che ha girato lo spot insieme alla moglie Silvia Mandini, Benedetta Boscarelli ed Elena Benussi. Tutti hanno giudicato l’esperienza con la troupe «bella e divertente» ed espresso giudizi lusinghieri sulla loro esperienza con la Banca locale «che ha nella valorizzazione dei rapporti umani il suo punto di forza». Un concetto ribadito anche da Gian Maria Rabizzoni, del Reparto operativo della Sede centrale della Banca, protagonista della parte conclusiva del messaggio pubblicitario.

Il dott. Guglielmoni ha quindi mostrato lo spot nei suoi diversi tagli (da 60, 30 e 15 secondi), spot che contiene il messaggio “Fare banca al naturale”, che ben riassume l’autenticità della Banca di Piacenza, che parla ancora con i propri clienti.

«Con questo spot – ha evidenziato il presidente esecutivo Corrado Sforza Fogliani – vogliamo avvicinare la clientela più giovane, quella che non viene in banca perché utilizza la tecnologia, e migliorare il rapporto con la stessa».
«Piacenza – ha concluso il presidente Sforza – deve tornare alla sostanza delle cose perché è quando prevale la scenografia che si perde terreno. Dobbiamo trattenere a Piacenza le risorse prodotte a Piacenza. Come Banca lo abbiamo sempre fatto e continueremo su questa strada».

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