Il rifinanziamento del credito d’imposta agricoltura 4.0 è una misura importante per proseguire sulla strada della digitalizzazione dei campi, con l’obiettivo di contenere i costi e l’impiego delle risorse e affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici, tutelando i redditi degli agricoltori e la salute dei cittadini.
Un provvedimento che sostiene gli sforzi delle quasi 8 aziende agricole italiane su dieci che sono pronte a investire sull’innovazione, secondo il primo censimento europeo sulla maturità digitale in agricoltura del Polo digitale di Coldiretti Next.
E’ quanto afferma la Coldiretti Piacenza nell’esprimere soddisfazione per le misure inserite nella Legge di Bilancio varata dal Consiglio dei Ministri, che riprende le proposte della principale organizzazione agricola d’Italia e d’Europa. Un ringraziamento, in tale ottica, va al Governo e al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, anche in considerazione delle difficoltà di una Manovra fortemente condizionata dalla difficile situazione internazionale.
Il rifinanziamento del credito d’imposta agricoltura 4.0 con 160 milioni di euro è particolarmente importante – spiega il direttore di Coldiretti Piacenza Roberto Gallizioli – per accelerare la digitalizzazione dei campi, favorendo l’adozione di macchinari innovativi, tecnologie digitali e strumenti di agricoltura di precisione che consentono di utilizzare in modo più efficiente acqua, energia e mezzi tecnici, migliorando la produttività e la sostenibilità delle produzioni. Ma la misura biennale permette anche alle imprese di poter programmare con maggior sicurezza gli investimenti in una situazione dove il caro energia ha ridotto considerevolmente i margini di manovra aziendali.
Nella Legge di Bilancio anche la conferma delle agevolazioni sul gasolio agricolo, che valgono un miliardo di euro e rappresentano una risposta concreta alla necessità di difendere il reddito degli agricoltori in una fase segnata dall’aumento dei costi di produzione e dalle incertezze dei mercati.
Importante anche la proroga per il 2027 della detassazione ai fini Irpef dei redditi dominicali e agrari dei terreni dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali già prevista per l’anno 2026. In questo modo si garantisce continuità a un regime fiscale che costituisce un importante elemento di sostegno alla redditività delle imprese agricole e alla capacità di investimento del settore.
Sostenere chi coltiva la terra – conclude Coldiretti – significa infatti tutelare la sovranità alimentare del Paese, il lavoro e la tenuta delle filiere agroalimentari.
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