Economia

L’allarme di Confedilizia: “I ruderi sono il 113% in più rispetto al periodo pre-Imu”

Aumentano anche nel 2021 le cosiddette “unità collabenti”, vale a dire gli immobili ridotti in ruderi a causa del loro accentuato livello di degrado. Lo segnala Confedilizia, che ha elaborato i dati resi noti dall’Agenzia delle entrate sullo stato del patrimonio immobiliare italiano.

Nel 2021, il numero di questi immobili – inquadrati nella categoria catastale F2 – è cresciuto del 3,3% rispetto al 2020. Ma il dato più significativo è quello che mette a confronto il periodo pre e post Imu: rispetto al 2011, gli immobili ridotti alla condizione di ruderi sono più che raddoppiati, passando da 278.121 a 594.094 (+ 113,61%). Con tutte le prevedibili conseguenze in termini di degrado delle aree su cui insistono.

Si tratta di immobili, appartenenti per il 90% a persone fisiche, che pervengono a condizioni di fatiscenza per il solo trascorrere del tempo o, in molti casi, in conseguenza di atti concreti dei proprietari (ad esempio, la rimozione del tetto) finalizzati ad evitare almeno il pagamento dell’Imu, viepiù gravosa in questo periodo di grandi difficoltà per le famiglie. Va infatti ricordato che sono soggetti alla patrimoniale immobiliare – giunta a un carico di 22 miliardi di euro l’anno – persino i fabbricati definiti “inagibili o inabitabili”, ma non ancora considerati “ruderi”.

“In vista delle elezioni, la politica dovrebbe riflettere su questi dati e proporre soluzioni conseguenti”, ha dichiarato il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa. “Bisogna, ad esempio, iniziare a ridurre il macigno di tassazione patrimoniale rappresentato dall’Imu. Inoltre, quest’imposta andrebbe eliminata del tutto – eventualmente per un periodo limitato, ad esempio un quinquennio – per gli immobili dei piccoli centri, quelli situati nei nostri splendidi borghi, che tutti a parole difendono ma che vengono lasciati morire di spopolamento. Cancellare l’Imu nei Comuni fino a 3.000 abitanti avrebbe un costo di appena 800 milioni di euro annui e sarebbe un segnale per i tanti proprietari (eredi, assai di frequente) che non hanno le forze e i giusti stimoli per riqualificare i loro beni, in molti casi privi di qualsiasi possibilità di essere venduti o affittati e sui quali fra pochi anni piomberà addirittura un obbligo di riqualificazione energetica per effetto di una direttiva europea in corso di approvazione”.

Iscriviti per rimanere aggiornato!

Compilando i campi seguenti potrai ricevere le notizie direttamente sulla tua mail. Per garantire che tu riceva solo le informazioni più rilevanti, ti chiediamo gentilmente di mantenere aggiornati i tuoi dati.

Share

Articoli recenti

Pistola in pugno rapina un supermercato in via Conciliazione e fugge, indagini in corso

Rapina al Penny Market di via Conciliazione. Un uomo armato di pistola ha minacciato una…

3 ore fa

Volley – Gas Sales Piacenza: il secondo allenamento congiunto sorride ai biancorossi. Papi: “Si è visto più continuità per tutto l’arco della gara”

Secondo allenamento congiunto e secondo successo per Gas Sales Piacenza. Si è svolto nel pomeriggio al…

9 ore fa

Tagliaferri (FdI): “ITS Academy, quali percorsi sono stati candidati per Piacenza? Interrogazione e accesso agli atti”

«Con la nuova programmazione degli ITS Academy per l’anno formativo 2026/2027 si apre una fase…

15 ore fa

La Camera di commercio dell’Emilia a Bobbio, nuove proposte per lo sviluppo dell’Appennino

Nuovi strumenti di sviluppo per l’Appennino e un possibile progetto pilota capace di coinvolgere i…

15 ore fa

Il grande cuore dei piacentini, in trecento alla Pigiama Run della LILT a sostegno dei bambini malati di tumore – FOTO

Una giornata all’insegna della solidarietà, dello sport e della condivisione. Si è svolta ieri, venerdì…

15 ore fa

Controlli dei carabinieri di Bobbio, tre denunce e un telefono rubato recuperato

Patente estera risultata falsa, guida con un tasso alcolemico oltre il limite consentito e ricettazione:…

16 ore fa