Alla prova del pubblico la nuova creazione 2026 di Teatro Gioco Vita “CONTRO IL SOLE – Il mito di Dedalo e Icaro”, con il testo e la regia di Emanuele Aldrovandi, noto autore e regista per il teatro e il cinema. Anteprima ufficiale al Teatro Filodrammatici alle ore 20.30 di venerdì 8 maggio per tutto il pubblico, preceduta da rappresentazioni per le scuole da mercoledì 6 a venerdì 8 maggio sempre alle ore 10 per le scuole, rispettivamente per la Rassegna di teatro per le famiglie “A teatro con mamma e papà” e per la rassegna di teatro scuola “Salt’in Banco”. In vista del debutto ufficiale previsto il 23 giugno alla biennale di teatro per ragazzi e giovani “Colpi di scena” organizzata a Forlì da Accademia Perduta/Romagna Teatri.
Con questa novità rivolta si avviano ormai alla conclusione le stagioni di teatro ragazzi 2025/2025 di Teatro Gioco Vita, curate da Simona Rossi e organizzate dal centro di produzione teatrale diretto da Diego Maj e Jacopo Maj con Fondazione Teatri di Piacenza, la collaborazione la collaborazione dell’Associazione Amici del Teatro Gioco Vita e il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano. In occasione della prima presentazione della novità 2026 di Teatro Gioco Vita “Contro il sole”, pensata per tutto il pubblico a partire dai 6 anni, e visto il periodo primaverile, l’appuntamento con il teatro per le famiglie diventa serale.
Protagonista di “Contro il sole” è Andrea Coppone, che cura anche movimenti e drammaturgia scenica. Ideazione ombre, disegni e scene sono di Nicoletta Garioni, che ha realizzato le sagome insieme a Federica Ferrari. Collaborano all’allestimento Paolo Codognola (musiche), Tania Fedeli (costumi), Anna Adorno (disegno luci). Lo staff tecnico dello spettacolo vede Gianluca Berbardo (luci e fonica), Erilù Ghidotti e Giovanni Mutti (costruzione scena).
«“Contro il sole” – sono le parole di Emanuele Aldrovandi – è una storia di trasformazione, di conflitto, di desiderio. Una storia in cui vita e rischio sono inseparabili, e la caduta non è una sconfitta, ma il prezzo – necessario, forse – per aver provato a volare da soli. Il labirinto è il mondo: complesso, contraddittorio, spesso incomprensibile. Ti ci perdi dentro, ci lotti, a volte ci cresci. E il Minotauro non è solo una minaccia: è ciò che rifiutiamo, ciò che temiamo, ma che può diventare parte di noi, se abbiamo il coraggio di conoscerlo. Il padre – Dedalo – prova a costruire strumenti per orientarsi: regole, invenzioni, consigli. Le ali sono un tentativo d’amore, un mezzo per attraversare il caos e trovare una via d’uscita. Ma Icaro non vuole solo uscire: vuole andare oltre. Non gli basta ereditare una salvezza pensata da altri. Vuole mettersi in gioco, spingersi al limite, capire chi è. E rischia. Perché cercare la propria identità significa sempre esporsi al pericolo. Perché non si diventa adulti senza attraversare una soglia, e non sempre c’è un ritorno».
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