“L’emergenza coronavirus ha avuto un impatto fortissimo sui pubblici esercizi. In appena dieci giorni, bar e ristoranti delle sei regioni più colpite dal virus hanno visto andare in fumo 212 milioni di euro di fatturato. Un crollo che ha messo in seria difficoltà centinaia di attività, in particolare tra le più piccole”. A lanciare l’allarme è Fiepet, l’associazione che riunisce i pubblici esercizi Confesercenti, che ha stimato l’impatto subito fino ad ora dalle imprese.
“Ad essere colpiti soprattutto i bar ed i ristoranti della Lombardia: tra provvedimenti restrittivi e paura, gli imprenditori della regione hanno visto sfumare quasi 85 milioni di euro di fatturato, di cui poco meno di 30 milioni di euro solo a Milano. Al secondo posto tra le regioni, per impatto, c’è il Veneto, dove la perdita di fatturato dei pubblici esercizi è stimabile in circa 44 milioni, mentre bar e ristoranti dell’Emilia-Romagna lasciano sul terreno 37,8 milioni di euro circa e quelli del Piemonte quasi 25 milioni. Meno consistenti, ma comunque rilevanti, i fatturati persi in Liguria (-13 milioni) e Friuli-Venezia Giulia (-7,6 milioni)”.
“La tutela della salute pubblica, ovviamente, è la priorità di tutti. Il clima di emergenza, però, sta causando un rapido crollo dei fatturati non solo nel turismo, ma anche di bar e ristoranti, soprattutto nelle regioni colpite”, spiega Fabrizio Samuelli, vice Direttore Confesercenti Piacenza e coordinatore locale di Fiepet.
“Sui pubblici esercizi, infatti, non hanno pesato solo i provvedimenti restrittivi delle zone rosse e dei territori circostanti, ma anche il panico e la riduzione della socialità: in Piemonte, dove non ci sono mai state ordinanze locali e nazionali che abbiano disposto chiusure o limitazioni, i pubblici esercizi hanno visto sparire oltre 25 milioni di fatturato, di cui 13 milioni solo a Torino. Nella nostra regione come detto il calo di fatturato stimato ha sfiorato i 38 milioni con la nostra provincia che da sola rappresenta quasi un quarto del dato regionale. Il tutto con il concreto rischio di mettere in crisi centinaia di imprese del comparto”.
“Servono interventi immediati, a partire dall’estensione della cassa in deroga e della sospensione dei pagamenti, almeno per le imprese delle regioni più colpite che hanno subito cali consistenti del fatturato – conclude Samuelli. Invitiamo anche i consumatori a fare un gesto concreto nei confronti delle tante attività che stanno patendo una grave contrazione degli affari: ritorniamo alle nostre abitudini e riprendiamo a passare al bar, al ristorante”.
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