Coronavirus, cresce ancora la rete di Anpas: “Sforzo enorme da parte dei volontari”

Continua l’impegno dei volontari di Anpas Piacenza per far fronte all’emergenza legata al corona virus, per soddisfare tutte le richieste di trasporto e soccorso che ogni giorno giungono alla centrale C.O. 118

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Sono state aggiunte ambulanze dedicate al trasporto dei pazienti potenzialmente infetti grazie al grande impegno dei volontari e dei dipendenti delle associazioni di tutta la provincia. Un’emergenza che almeno per il momento non pare avere una rapida risoluzione, considerando il numero dei contagi, che si affianca alle attività già normalmente svolte delle Pubbliche Assistenza come quella dei trasporti con i pulmini o alle emergenze territoriale per le patologie non collegate al corona virus.

Nei prossimi giorni altri due mezzi entreranno in funzione a supporto delle 7 ambulanze aggiuntive che Anpas sta già mettendo in campo da circa 10 giorni: “Stiamo facendo uno sforzo immenso” afferma Paolo Rebecchi, coordinatore di Anpas Piacenza e responsabile di protezione civile di Anpas Emilia-Romagna “Volontari e dipendenti da tutta la provincia stanno affrontando questa situazione come solo chi ha grandi valori sa fare. Stiamo trasportando tutte le persone con la cura e l’umanità necessarie in queste situazioni e il protrarsi dello stato di emergenza dimostra ogni giorno la qualità e il valore della collaborazione tra il volontariato e il sistema 118”. Un impegno che non si ferma ai confini della nostra provincia, dove le ambulanze di Anpas vengono impiegate anche nei trasferimenti di pazienti verso altri ospedali della nostra regione.

Intanto sulle ambulanze delle pubbliche assistenze è apparso un messaggio di speranza che prende ispirazione dai post-it lasciati sulle vetrine dei negozi. “Tutto andrà bene” recita la scritta che le associazioni hanno deciso di esporre sul vetro anteriore dei mezzi di soccorso. “Sappiamo che le sirene creano una forte tensione nelle persone, spesso sono necessarie anche solo per la distanza tra un intervento e l’altro” continua Rebecchi “Ci dispiace perché sappiamo che nei casi di emergenza il lato psicologico è fondamentale e quindi abbiamo voluto dare un messaggio di speranza. Nelle tante corse che facciamo tutti i giorni ogni paziente in più che portiamo in ospedale è un piccolo tassello che ci aiuterà ad arrivare alla fine di questo brutto periodo”.

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