De Canio e Sbalbi (Terzo Polo): “Smarrimento e delusione verso la classe politica, votiamo per cambiare il sistema”

Riceviamo e pubblichiamo le ultime due interviste ai candidati del TERZO POLO nelle quali viene fatta un poco la sintesi delle loro considerazioni raccolte in questi 35 giorni di campagna: Alessandro Sbalbi e Sabrina De Canio.

SABRINA DE CANIO

È stata una campagna elettorale breve ma veramente intensa che la ha portata ad incontrare tante persone comuni. Quale è il “sentimento” che ha trovato tra la gente?

La fiducia di tanti nei confronti della politica e dei politici è decisamente in ribasso.

Molta gente ha visto progressivamente venir meno quote importanti dei propri diritti.

I giovani si sentono addirittura derubati del proprio futuro, senza più la possibilità di pianificare o addirittura immaginare una esistenza serena, con precisi punti di riferimento sui quali poter contare, in primis le istituzioni.

Quale è stato il problema che nell’incontro con i cittadini ha trovato prioritario da risolvere?

Diciamo pure che non è più sostenibile per nessuno vivere in una crisi economica che dura dal 2008 ovvero ormai da quattordici anni. Tutti i problemi piccoli e grandi, dalle pensioni alla immigrazione, dalla sanità alla scuola, dalla crisi dell’energia alla sostenibilità ambientale, passano attraverso la soluzione del problema primigenio che è quello della crisi economica.

Oltre a cittadini ha avuto modo di incontrare Associazioni di imprenditori, artigiani, commercianti; associazioni di lavoratori e di volontariato in che stato di salute ha trovato il mondo associazionistico?

Tutti gli incontri sono state preziosissime occasioni di confronto e riflessione. Imprenditori, commercianti, sindacati sono cosa ben diversa dalle associazioni di volontariato e portatori di istanze molto diverse tra loro.

È, però, emerso un fattore comune ovvero, oltre alle varie crisi di cui abbiamo già parlato, la burocrazia è per tutti uno scoglio che mette imprese, associazioni e cittadini in difficoltà ad operare e talvolta a vivere. Mi sono resa conto che c’è una grande necessità di poter operare senza orpelli in modo da poter essere efficienti ed efficaci.

A poche ore dal voto cosa si sente di dire agli elettori del suo collegio oltre chiaramente ad un saluto e ad un appello al voto

La prima cosa che vorrei dire, è di non rinunciare al diritto di voto, perché significa rinunciare alla sovranità. Abbiamo pochi momenti nei quali le regole di questa democrazia imperfetta ci consentono di impugnare lo scettro del sovrano, e se rinunciamo a farlo è come se rinunciassimo ad un diritto di cittadinanza e accettassimo l’idea di essere sudditi, o addirittura schiavi, di un sistema che non ci rappresenta più.

La seconda è di non cadere nella trappola del populismo, perché è troppo facile indicare vie drastiche di soluzione a problemi che al contrario sono talmente radicati e profondi da necessitare grande attenzione e delicatezza nel provare a risolverli. La questione alla quale credo di più è che sia necessario dare all’Europa un potere decisamente superiore rispetto a quello che ha oggi, trasformandola in un vero e proprio Paese sovrano.

ALESSANDRO SBALBI

È stata una campagna elettorale breve ma veramente intensa che la ha portata ad incontrare tante persone comuni. Quale è il “sentimento” che ha trovato tra la gente?

C’è molto senso di smarrimento e delusione verso una classe politica che non è stata all altezza della situazione e questo rischia di alimentare astensionismo e il voto di protesta nell intento di penalizzare le forze politiche che a torto o a ragione sono ritenute responsabili dell’attuale congiuntura. Penso che ciò sia anche la ragione dell interesse -manifestato in da molti – per la nostra proposta politica centrata su pragmatismo e competenza e innovativa anche nel dichiarare chiaramente obiettivi e i mezzi per perseguirli. Certamente la stagione e i tempi della campagna elettorale non ci hanno agevolato, ma restiamo ottimisti sui risultati che in ogni caso saranno la base per evolvere la diffusione del nostro programma in cui crediamo fermamente. 

Quale è stato il problema che nell’incontro con i cittadini ha trovato prioritario da risolvere?

L’urgenza di tutti è risolvere il problema del carovita soprattutto nel campo energetico su cui siamo stati molto chiari nel ribadire che nessuno deve rimanere schiacciato dal carobollette ad iniziare dalle aziende il cui danneggiamento potrebbe essere fatale al nostro sistema produttivo con effetti su disoccupazione anche peggiori di quelli oggi ipotizzabile. Ma ognuno deve contribuire con sacrifici soprattutto nel senso della riduzione del fabbisogno. Certamente poi temi che contribuiscono ad alimentare l insicurezza e in alcuna casi direi la paura sono l ordine pubblico, il precariato che in alcuni casi è collegato alla inadeguatezza delle retribuzioni. Tutti temi a cui abbiamo provato a dare una risposta nel nostro programma in modo molto articolato.

Oltre a cittadini ha avuto modo di incontrare Associazioni di imprenditori, artigiani, commercianti; associazioni di lavoratori e di volontariato in che stato di salute ha trovato il mondo associazionistico?

L’associazionismo sia del mondo produttivo sia del terzo settore con cui abbiamo avuto ampiamente modo di confrontarci, riflette il clima di disagio e incertezze della società, ma nel migliore spirito italico ha individuato proposte molto concrete da cui si può ampiamente attingere sia per l azione di governo sia per quella legislativa.  Credo che le associazioni, di qualsiasi istanza siano interpreti, siano oggi gli interlocutori privilegiati della politica per accorciare la catena decisionale in ordine a provvedimenti che si rendono sempre più urgenti ma che devono anche essere condivisi. 

A poche ore dal voto cosa si sente di dire agli elettori del suo collegio oltre chiaramente ad un saluto e ad un appello al voto

Mi sento di rivolgere in primo luogo un appello ad andare a votare perché – e rispondo così ai tanti che in questi giorni mi han detto che non si interessano di politica- la politica in ogni caso si interesserà di noi tutti e quindi rinunciare a votare non fa che delegittimare e indebolire la guida democratica delle istituzioni. Poi invito a votare con senso di responsabilità che significa valutate i politici per come agiscono e per i risultati conseguiti e i programmi proposti che devono essere ispirati al bene comune e non a mance elettorali. Noi del terzo polo riteniamo di aver proposto l’unico programma realmente fattibile che vada in tale direzione continuando l’azione del governo Draghi e personalmente mi propongo di contribuire a realizzarlo al meglio delle mie capacità. Ringrazio in ogni caso tutte le persone che ci voteranno, che ci hanno dedicato tempo per un confronto e anche quelli che ci hanno respinto perché comunque ci hanno fatto capire il senso di disagio e la necessità di risposte ancora migliore. Ringrazio infine di tutto cuore la squadra che mi ha accompagnato in questo viaggio e che mi ha aiutato per puro senso civico e senza alcun tornaconto e, a cui, umanamente devo tantissimo. 

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