«È insensato fare di Trump il capro espiatorio dei fallimenti dell’Unione europea, che è spesso inutile e dannosa non certo per colpa del presidente americano».
Così il direttore de Il Tempo Daniele Capezzone, intervenuto alla prima giornata della decima edizione del Festival della cultura della libertà (organizzato da Associazione culturale Luigi Einaudi in collaborazione con Confedilizia, Banca di Piacenza, European students for liberty, Associazione dei Liberali Piacentini, Istituto Liberale) in corso al PalabancaEventi di via Mazzini a Piacenza, intitolato al suo ideatore Corrado Sforza Fogliani e avente per tema il rapporto tra Europa e America, viste come i due volti della crisi occidentale (un tema scelto un anno fa dal curatore scientifico Carlo Lottieri, ma più che mai di attualità visto lo scenario internazionale.
Il giornalista ha poi precisato: «Trump predica sempre bene? No. A volte predica male, ma razzola meglio di quanto predichi». Capezzone si è detto preoccupato per gli eventi di questi giorni ma fiducioso che «la guerra stia volgendo in modo interessante per gli amici della libertà», stigmatizzando il fatto che «si vuole tutto e subito e non si ha neanche la pazienza di attendere qualche settimana. Il problema è che non si valutano le cose con il senso della storia».
Di Trump si è occupato nel suo intervento del pomeriggio anche Pierluigi Magnaschi, criticandolo per il trattamento riservato al presidente della Fed Powell, preso a calci nel sedere in pubblico: «Così è destabilizzante. Con il suo comportamento ha gettato per aria tutto. Un esempio? Aveva messo sulla pasta italiana dazi al 91,7%, ora li ha ridotti al 2,65%. La politica dei dazi ha terremotato l’economia mondiale. Per che cosa poi? Per dare ai cittadini americani un danno del 9%. Avere a che fare con lui è difficile».
Il direttore di Italia Oggi ha quindi preso in esame le due entità, Europa e Stati Uniti: «La prima ha la leadership nella manifattura di qualità, gli Usa sono imbattibili nella finanza e nella tecnologia con l’AI che noi sottovalutiamo ma che sarà una bomba atomica di tipo economico e sociale. La debolezza dell’Europa deriva dalla dispersione di essere dispersa in 27 Paesi e di dover prendere le decisioni all’unanimità, cosa paralizzante». Poi la sentenza: «Dal punto di vista politico, oggi l’Europa conta niente».
Il Festival si era aperto con gli interventi di saluto del ministro Tommaso Foti (che ha richiamato la necessità di un rapporto tra Europa e Stati Uniti fondato «sul realismo e non sulla propaganda» e ha respinto l’idea di un suo inevitabile declino. L’on. Foti ha anche ricordato l’ideatore del Festival Corrado Sforza Fogliani «che volle questa manifestazione come luogo di confronto in una fase storica in cui sembrava prevalere il pensiero unico e si pensava che la globalizzazione avrebbe garantito automaticamente prosperità») e dell’assessore alla Cultura del Comune di Piacenza Christian Fiazza (che autodefinendosi il più americano della sua Giunta, ha auspicato un approfondimento sulle caratteristiche della società Usa per capirne meglio le dinamiche). Presente anche la senatrice Elena Murelli.
Dopo i ringraziamenti di rito del presidente dei Liberali piacentini Antonino Coppolino a tutti quelli che hanno collaborato alla realizzazione del Festival, hanno preso la parola il presidente della Banca di Piacenza Giuseppe Nenna (che ha fatto un paragone tra la crescita della Banca, che quest’anno compie 90 anni, e il Festival ideato dal presidente Sforza che vedeva lontano e che ha trasformato l’Istituto di credito anche in motore culturale a beneficio della comunità) e il presidente della Confedilizia Giorgio Spaziani Testa, che nel ricordare Corrado Sforza Fogliani ha annunciato la prossima uscita di un libro, per iniziativa della casa editrice Liberilibri, dedicato alla sua poliedrica figura e scritto a più mani.
La giornata – seguita anche in diretta streaming (confedilizia.it, liberalipiacentini.com, culturadellaliberta.com, Radio Radicale) – ha visto altri interventi di qualificati relatori: Dario Caroniti e Alessandro Vitale (che si sono occupati di Europa e Stati Uniti tra alleanza e dissidi), Andrea Venanzoni (con la lectio magistralis su “L’America della tecnoscienza: incubo o nuovo Rinascimento?”), Roberto Brazzale (Europa e America: due economie divergenti), Eugenio Capozzi, Dario Fertilio e Aurelio Mustacciuoli (C’è ancora libertà di parola in Occidente?) e infine Andrea Favaro con la lectio magistralis su “La solidarietà in Occidente: fondamenti e finzioni”. Domani, domenica 15 marzo, ripresa dei lavori a partire dalle ore 9.30.
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