Arresto Caruso, Fratelli d’Italia: “Non potevamo sapere, è stato uno choc. Ma chiediamo scusa alla città” – AUDIO

“Chiedo scusa a nome di Fratelli d’Italia a tutta la cittadinanza e al sindaco di Piacenza”. E’ un Tommaso Foti visibilmente commosso a parlare durante la conferenza stampa indetta questo pomeriggio da Fratelli d’Italia. Una conferenza stampa indetta per parlare dell’arresto di Giuseppe Caruso. “Lo stesso procuratore di Bologna ha chiarito che sia Fratelli d’Italia che Tommaso Foti non hanno nulla a che vedere con le attività di cui è accusato”. La condotta di Caruso, in effetti, rientra nella sua sfera privata e ha coinvolto quella professionale, ma non quella politica o amministrativa.

Foti vuole rispondere anche a coloro che in un certo senso hanno puntato il dito contro l’amministrazione e il partito, al grido di Non potevate non sapere. Tommaso Foti porta questo esempio: “Ma secondo voi, se avessimo avuto un seppur minimo dubbio sulle sue frequentazioni, lo avremmo nominato presidente del consiglio comunale? Saremmo stati stupidi. Noi non immaginavamo assolutamente nulla. Teniamo presente, tra l’altro, che i reati di cui è accusato Caruso sono stati perpetrati in altre città come Mantova, Pavia, Parma. Inoltre i reati risalgono al 2015 quando Caruso non aveva ruoli amministrativi e nemmeno una posizione centrale nel partito. Per noi è stato uno choc, un vero dramma”.

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Proprio a tal proposito, Foti attacca coloro che hanno avvicinato il suo nome a quello di Caruso con allusioni più o meno velate. “Risponderanno di quello che hanno detto e insinuato” chiosa. Il principale riferimento è all’ex assessore della giunta Dosi e consigliere comunale Giovanni Castagnetti che su Facebook ha accusato Foti di omertà. “Mi sento di chiedere scusa alla città in quanto membro dello stesso partito di Caruso, ma tengo a precisare che i consiglieri di Fratelli d’Italia sono parte lesa. Gli accostamenti alla mia persona sono indegni e non transigerò”.

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“Tengo a precisare che noi, da sempre, siamo garantisti, anche con i nostri rivali. Ma a prescidere da come finirà il processo dico questo: per un militante di Fratelli d’Italia è inaccettabile anche solo andare a cena con persone come quelle che ho visto in fotografia. Possono essere anche incensurate ma con persone così a cena non ci si va. Nel corso della mia lunga carriera ho declinato più di un invito a cena: erano persone incensurate ma che non mi convincevano. E non ci sono andato”.

Perché Caruso è stato nominato presidente del consiglio? “Dopo le elezioni, a Fratelli d’Italia sono stati assegnati un assessore e il presidente del consiglio. Per quest’ultimo incarico serviva una persona che conoscesse le regole del consiglio comunale e inizialmente abbiamo pensato a Gian Carlo Migli ma lui ha rifiutato per motivi legati ai suoi impegni lavorativi. A quel punto abbiamo considerato l’età anagrafica, i voti ottenuti e la conoscenza della macchina amministrativa. Così abbiamo scelto Caruso”.

“Mai, mai, mai avremmo potuto immaginare una cosa simile. Prima di assumere incarichi pubblici siamo abituati a compilare il certificato inerente i carichi pendenti e il certificato penale. Fratelli d’Italia è da sempre molto attento. Siamo travolti da una montagna di guano che sinceramente non ci meritavamo”.

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