Galleria Alberoni, a Pasqua apertura straordinaria il 9 e 10 aprile

Galleria Alberoni Pasqua
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In occasione delle festività Pasquali la Galleria Alberoni effettuerà un’apertura straordinaria e sarà visitabile sia domenica 9 aprile, giorno di Pasqua, che lunedì 10 aprile, Lunedì dell’Angelo.

Raddoppiano pertanto, nel prossimo fine settimana, le possibilità di vedere e scoprire i tesori del patrimonio alberoniano, a partire dall’Ecce Homo di Antonello da Messina, vera perla della collezione del cardinale Giulio Alberoni esposto all’interno del nuovo e suggestivo allestimento dell’Appartamento del Cardinale.

In entrambi i giorni del 9 e del 10 aprile la Galleria Alberoni rispetterà i seguenti orari con le seguenti modalità di visita, che sono quelle ordinarie di ogni domenica, con una visita guidata speciale tematica il Lunedì dell’Angelo.

DOMENICA 9 APRILE

  • ore 16.00: Visita guidata al Collegio e alla Galleria Alberoni

*itinerario necessario per la visione dell’Ecce Homo di Antonello da Messina

Accesso senza prenotazione fino a esaurimento dei posti disponibili

Ingresso ridotto €. 6,00

  • ore 15.30 -18: Visita libera (senza guida) alla sola Galleria Alberoni 

(Sala Arazzi e la pinacoteca soprastante)

Ingresso ridotto €. 3,50

LUNEDI’ 10 APRILE 

  • ore 16.00: Il Racconto della Passione e della Risurrezione
  • Visita guidata speciale* 

*itinerario necessario per la visione dell’Ecce Homo di Antonello da Messina

Accesso senza prenotazione fino a esaurimento dei posti disponibili

Ingresso ridotto €. 6,00

  • ore 15.30 -18: Visita libera (senza guida) alla sola Galleria Alberoni 

(Sala Arazzi e la pinacoteca soprastante)

Ingresso ridotto €. 3,50

Lunedì dell’Angelo. Il racconto della Passione e della Risurrezione

Una visita guidata speciale

La visita guidata al Collegio e alla Galleria Alberoni del Lunedì dell’Angelo, con inizio alle ore 16, proporrà alcune sottolineature relative alle opere che narrano la Passione di Cristo e all’unico dipinto che rappresenta la Resurrezione: tra i capolavori fiamminghi su tavola esposti nell’Appartamento del Cardinale vi è infatti il prezioso Cristo risorto appare alla Vergine, già attribuito a Dieric Bouts, oggi accostato ai modi di Gerard David (1460 – 1523).

Sia Dieric Bouts che Gerard David erano pittori di Bruges attivi all’inizio del Cinquecento.

Il dipinto si caratterizza per un’iconografia abbastanza rara: il Cristo che risorto appare alla madre; un episodio non narrato nei testi evangelici, nemmeno nei vangeli apocrifi, ma che la devozione popolare ebbe molto a cuore prima del Concilio di Trento.

D’altra parte la margherita dipinta da Jan Provost nello straordinario Vaso di fiori in una nicchia, fiore che si schiude a primavera, richiama la Resurrezione di Cristo, così come il garofano raffigurato nella stessa tavola, ne ricorda il sacrificio.

Dopo l’ottimo riscontro della visita speciale intitolata il Racconto della Passione, proposta domenica scorsa 2 aprile, nella festività del Lunedì dell’Angelo viene pertanto riproposto il percorso attraverso i più straordinari capolavori dipinti e scolpiti, appartenenti alle collezioni artistiche alberoniane, che narrano laPassione di Cristo: dall’orto degli ulivi, alle scene sulla via della Croce, dalle Crocifissioni ai Compianti e alle Deposizioni in un itinerario che avrà come apice estetico ed artistico la presentazione e la visione di uno dei capolavori assoluti dell’arte occidentale quale è l’Ecce Homo di Antonello da Messina.

Particolare attenzione nel percorso verrà posta sulSan Pietro che piange di Guido Reni (1575-1642), le cui lacrime amare per il tradimento dialogano con quelle luminose del Cristo di Antonello, sul Cristo che cade sotto la Croce, derivato da un prototipo di Luis de Morales (1509 – 1586) sul Compianto su Cristo morto di Zenone Veronese (1484-1552/1554), sullo straordinario Vaso di fiori entro una nicchia di Jan Provost (1462-1529), che allude alla Passione di Cristo nell’intenso rosso del garofano, al contempo simbolo dell’amore e del sacrificio, sugli splendidi e preziosi crocifissi in legno, bronzo e avorio che compongono la sezione alberoniana di sculture, sulla grande tela con il Cristo crocifisso e i Santi Domenico, Agostino e Francesco, opera di Camillo Procaccini (1551-1629), per giungere fino a dipinti del XX e XXI secolo appartenenti alla collezione alberoniana e non abitualmente visibili. Si tratta delle opere di Francesco Ghittoni, Franco Corradini, Guido Maggi, Paolo Capitelli e Paolo Perotti.

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