“Ricordiamo quello che tanti vorrebbero scordare”. Accompagnato da questo motto, un centinaio di piacentini ha scelto di porre l’accento anche quest’anno sull’orrore degli eccidi ai danni di militari e civili italiani di Istria, Dalmazia, Venezia Giulia, avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale. Un corteo silenzioso, senza sigle di partito e associazioni, se non il nome del circolo culturale Nicola Bombacci che ha organizzato l’iniziativa. Lo striscione “Onore ai martiri delle foibe” retto da giovani ragazze e le bandiere tricolori impugnate da partecipanti di tutte le età sono il segnale che il Giorno del Ricordo è davvero trasversale nel cuore di chi riconosce in questo dramma storico una ferita ancora non rimarginata.
Da quando è stato istituito il Giorno del Ricordo, sulla vergogna delle foibe e sul martirio di quasi 20 mila italiani è stata gettata maggiore luce a livello istituzionale. Ma se questo aspetto è certamente positivo, di sicuro non mancano comunque le insidie e i tentativi di riscrivere quanto realmente accaduto: “Oggi si parla delle foibe, è vero, ma spesso in modo non corretto. E in confronto a certe menzogne forse era meglio il silenzio. Per questo, chi vuole onorare i martiri delle foibe oggi è chiamato a fare molto di più rispetto a prima. Un semplice corteo non è più sufficiente”, commenta Pino De Rosa, tra gli organizzatori, promettendo azioni culturali ancora più mirate e marcate in vista del prossimo anno.
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