È risaputo che il Governo già da tempo ha previsto la sospensione del pagamento dell’Imu e della Tasi per le abitazioni principali escludendo le unità immobiliari di categoria catastale A1, A8 e A9. Come ha più volte rimarcato la Confedilizia, il Fisco considera gli immobili in A1 (ma anche gli A8 e gli A9) ingiustamente “di lusso”; sulla base del solo tipo di inquadramento catastale e quindi con un criterio del tutto superficiale (invece, come ben noto, le caratteristiche di lusso sono definite in modo specifico da un’apposita normativa, un decreto del 1969).
Il problema è che a Piacenza le unità immobiliari accatastate in A1 sono numerosissime e non se ne capisce il motivo. Nella nostra città infatti le “abitazioni di tipo signorile” risultano essere 203 (vedi tabelle allegate) e se si consultano i dati relativi a tutti i capoluoghi di provincia italiani ci si accorge che nella maggior parte delle altre città italiane (fanno eccezione i grandi centri come Genova, Firenze, Napoli, Milano, Torino, Roma e poche altre) gli immobili classati in A1 sono inferiori che a Piacenza; assurdo è ad esempio che a Parma – città a noi vicina e sempre utilizzata come termine di paragone – gli A1 siano addirittura solo 36 (!!?). Ma anche a Bologna, nostro capoluogo di regione, sono di molto inferiori – solo 92 – rispetto a quelli della nostra città.
E fra le poche che ne contano di più poi ci sono città come Venezia, centro di enorme importanza storica, che – con i suoi immobili in A1 (220) – ne ha praticamente quanti Piacenza.
Le cose non vanno meglio nel raffronto tra province. Nel territorio piacentino infatti risultano classati in A1 ben 261 immobili, mentre nella provincia di Parma solo 37 ed in quella di Bologna 98. E in questo caso persino la provincia di Venezia ne conta di meno (260 in tutto).
Siamo in presenza – com’è dato vedere – di una situazione paradossale, di un fenomeno inspiegabile e decisamente troppo frequente che – come abbiamo visto – non trova riscontro in altre città (il raffronto poi con Parma e Bologna è strabiliante).
Bisogna assolutamente che avvenga una inversione di tendenza, soprattutto perché – come detto – questi immobili sono penalizzati enormemente dal punto di vista fiscale. Pertanto, l’Associazione Proprietari Casa-Confedilizia di Piacenza si augura che il Comune intervenga nel controllare i classamenti, per riportare equità e ricondurre la situazione alla ragionevolezza e ciò azionando i poteri che la normativa catastale gli riconosce.
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