Economia

“La Logistica è un asset strategico”, ma restano criticità: ambiente, poco valore trattenuto sul territorio e qualità del lavoro”

È stata presentata oggi, nella sala “G. Piana” dell’Università Cattolica di Piacenza, la prima “Indagine sulla logistica nella realtà piacentina: rapporti con l’economia, la società, l’ambiente e il territorio e indicazioni di policy per gli Enti Locali – 2025”, promossa dalla Provincia di Piacenza e realizzata con il contributo di Università Cattolica del Sacro Cuore, Politecnico di Milano, Nomisma, Fondazione ITL e Consorzio Poliedra.

Lo studio rappresenta il primo quadro sistematico sul ruolo della logistica nel territorio piacentino che analizza impatti economici, sociali e ambientali, tracciando linee guida per il futuro.

Un settore strategico, tra opportunità e criticità

L’indagine, come evidenziato dall’analisi SWOT del contesto condotta da Nomisma, conferma come punti di forza il ruolo di Piacenza come snodo logistico strategico nel Nord Italia, grazie alla posizione baricentrica e all’elevata accessibilità infrastrutturale, elementi che ne hanno favorito l’attrattività per investimenti e grandi operatori nazionali e internazionali. La logistica si conferma inoltre un settore capace di generare occupazione e attivare ricadute economiche rilevanti, inserendosi nelle nuove geografie delle supply chain e nella crescita dell’e-commerce, con una progressiva evoluzione verso modelli più avanzati, basati su automazione, digitalizzazione e criteri ESG (Environmental, Social, Governance).

Lo studio evidenzia tuttavia alcune criticità strutturali: un sistema ancora fortemente orientato al transito più che all’integrazione con il tessuto produttivo locale, una limitata capacità di trattenere valore sul territorio, la prevalenza di attività a basso valore aggiunto e una pressione significativa su suolo, infrastrutture e ambiente. Emergono inoltre temi legati alla qualità del lavoro e alla necessità di rafforzare una governance più coordinata e capace di indirizzare lo sviluppo del settore.

Le linee di indirizzo

A partire da queste evidenze, l’indagine individua, come riassunto nelle linee di azione e di policy elaborate dall’Università Cattolica – Laboratorio di Economia Locale, una serie di linee di indirizzo, orientate a costruire un modello di sviluppo più equilibrato, focalizzandosi su cinque direttrici: la selezione degli operatori e dei segmenti della filiera logistica, la pianificazione urbanistica e territoriale, la riduzione degli impatti ambientali e il miglioramento della sostenibilità ambientale, la riduzione dei costi sociali e la governance territoriale.

In particolare, si propone di orientare le scelte verso operatori e insediamenti a maggiore valore aggiunto, capaci di integrare la funzione logistica con servizi avanzati e lavorazioni qualificate,

privilegiando al contempo investimenti di medio‑lungo periodo e modelli di sviluppo più stabili e radicati sul territorio. In questa prospettiva, assume un ruolo centrale la valorizzazione del patrimonio esistente, attraverso il riuso di immobili e aree dismesse, insieme a un’attenta valutazione della qualità dell’occupazione generata, in termini di stabilità, formazione e rispetto dei contratti.

Accanto a questi aspetti, viene indicata la necessità di contenere il consumo di suolo, favorendo soluzioni insediative più compatte e sostenibili, e di integrare in modo sistematico criteri ambientali nella valutazione dei nuovi interventi, promuovendo efficienza energetica, utilizzo di fonti rinnovabili e riduzione delle emissioni.

Particolare attenzione è inoltre rivolta all’adozione di Nature‑based Solutions, dunque allo sviluppo di infrastrutture verdi e blu e alla promozione di interventi di rigenerazione ecologica degli insediamenti, con l’obiettivo di ridurre gli impatti e migliorare la resilienza del territorio.

Sostenibilità ambientale

In tema di sostenibilità ambientale, lo studio individua alcune direttrici di intervento prioritarie: il rafforzamento dell’intermodalità, con un riequilibrio modale a favore del trasporto ferroviario; l’ottimizzazione dei flussi logistici e l’impiego di carburanti alternativi; lo sviluppo del green warehousing, attraverso edifici più efficienti, dotati di fonti energetiche rinnovabili e sistemi digitali di monitoraggio; la promozione di pratiche di economia circolare, a partire da un packaging più sostenibile. A queste azioni si affianca la proposta di una strategia coordinata di compensazione ecologica e di sistemi di monitoraggio e reporting ambientale.

L’indagine dedica infine ampio spazio al tema dei costi sociali e della qualità della vita, indicando la necessità di interventi integrati su più fronti. Sul versante della mobilità, viene sottolineata l’importanza di migliorare i collegamenti verso i poli logistici, anche con servizi dedicati ai lavoratori, rafforzando al contempo l’integrazione con il trasporto pubblico e lo sviluppo di reti ciclopedonali. Sul piano del welfare, si evidenzia il bisogno di servizi di orientamento e informazione più accessibili, insieme a un miglioramento della qualità degli spazi e dei servizi presenti nei poli logistici.

Per quanto riguarda il lavoro, lo studio richiama l’attenzione su formazione, aggiornamento delle competenze e riduzione delle disuguaglianze, mentre sul tema dell’abitare viene evidenziata la necessità di strumenti capaci di facilitare l’accesso alla casa, in particolare per le fasce di lavoratori più esposte.

Verso una governance di sistema

Tra le proposte centrali emerge la costruzione di un “Patto per la Logistica”, con l’obiettivo di superare l’attuale frammentazione e promuovere una governance integrata e di sistema del comparto. Il modello delineato prevede il coinvolgimento attivo di enti locali, imprese, università, enti di ricerca e rappresentanze della società civile, attraverso l’attivazione di strumenti operativi dedicati, tra cui un Comitato strategico con funzioni di indirizzo delle politiche, un’Unità di monitoraggio tecnico‑scientifica a supporto delle scelte e un Laboratorio sulla logistica inserito nella Rete Alta Tecnologia regionale. A questi si affianca la proposta di introdurre la figura del Logistic Manager, con il compito di favorire il raccordo tra servizi e bisogni dei lavoratori e del territorio. In questo quadro si collocano anche ulteriori azioni operative, come la redazione di un rapporto periodico sul settore e

l’organizzazione di una conferenza internazionale dedicata alla logistica, finalizzata a monitorare i trend e rafforzare il posizionamento del territorio in un contesto competitivo sempre più ampio.

L’indagine delinea infine un obiettivo chiaro: costruire per il territorio piacentino un modello di logistica capace di coniugare competitività economica, sostenibilità ambientale e qualità sociale, puntando su innovazione tecnologica, integrazione territoriale e formazione.

Una lettura organica

«Questa indagine, per la prima volta, ci consente di avere una lettura organica e condivisa del ruolo della logistica nel nostro territorio, mettendone in evidenza non solo le grandi potenzialità, ma anche quelle criticità su cui è necessario intervenire – dichiara la Presidente della Provincia di Piacenza Monica Patelli -: il Piacentino oggi rappresenta un hub logistico di rilievo nazionale, ma la sfida che abbiamo davanti è fare un salto di qualità, accompagnando la crescita del settore verso un modello sostenibile ed integrato capace di generare valore duraturo per le comunità. Le linee guida tracciate ed in particolare la proposta di un Patto per la Logistica vanno proprio nella direzione di costruire una visione condivisa, capace di guidare le scelte future››, conclude Patelli.

‹‹L’indagine mette a disposizione del territorio, attraverso l’apporto di competenze e professionalità altamente qualificate, una diagnosi vasta e approfondita del comparto logistico, accompagnata da indicazioni concrete e articolate sulle azioni da intraprendere – spiega Vittorio Silva, responsabile del progetto -. La sua ambizione è quella di concorrere a migliorare la capacità dell’insieme del territorio provinciale di definire e attuare una strategia adeguata ad affrontare le sfide dei prossimi anni, in coerenza con gli orientamenti di fondo già delineati dal Piano Territoriale di Area Vasta››.

Un asset strategico

‹‹La logistica rappresenta uno degli asset strategici per la competitività dell’Emilia-Romagna e del Paese – dichiara Vincenzo Colla, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna -. Non a caso abbiamo appena approvato la legge regionale n.1 per la “promozione dell’attrattività del territorio mediante interventi in ambito aeroportuale e di sostegno alla logistica e all’intermodalità”; il territorio piacentino è uno dei nodi logistici più importanti e questa indagine ha il merito di offrire, per la prima volta, una base conoscitiva solida su cui costruire politiche pubbliche capaci di coniugare sviluppo economico, sostenibilità ambientale e qualità del lavoro››.

Il vicepresidente Colla sottolinea: ‹‹La sfida oggi è accompagnare l’evoluzione del comparto verso nuovi modelli di qualità, ad alto valore aggiunto, innovativi e integrati con il territorio, che superino quella parcellizzazione che oggi è il principale fattore di debolezza: il Patto per la Logistica proposto dallo studio va nella direzione giusta: creare una governance condivisa, capace di mettere in rete istituzioni, imprese, università e comunità locali per guidare in modo equilibrato la crescita futura del settore, puntando su intermodalità, digitalizzazione, competenze e rigenerazione urbana››.

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