Lo sport ai tempi Covid, Malagò: “Il calcio non ha avuto sconti né privilegi” – AUDIO

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Il Coronavirus ha messo in discussione lo sport, inteso come espressione della libertà individuale di ognuno di noi. Lo sostiene il presidente nazionale del Coni, Giovanni Malagò, ospite delle frequenze di Radio Sound, per la rubrica #MaChiE’Klaus condotta da Andrea Bricchi.

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“La famosa corsetta e la camminata sono state a lungo le protagoniste a livello di opinione pubblica: cosa di poteva fare in caso si possedesse un cane, parchi chiusi o parchi aperti, i tanti che si sono riscoperti runner o maniaci del jogging o che sono stati accusati di questo”.

“Dal canto suo lo sport ha reagito su tre livelli. In primis gli atleti che sarebbero dovuti andare alle Olimpiadi che ovviamente sono rimasti in attività fino a quando l’appuntamento di Tokyo è stato spostato di un anno. Le discipline di vertice che si sono fermate ma che sono state le prime a ripartire. Infine tutto il resto che ha dovuto aspettare in base alle regole imposte dal governo. Tutto questo con un protocollo molto complesso, analitico, chirurgico che il Coni, con il supporto del Politecnico di Torino e la Federazione Medico Sportivo Italiana ha messo a disposizione del governo per ripartire. Ripartire almeno con gli allenamenti, perché le competizioni rappresentano una partita diversa”.

E’ sembrato che il mondo del calcio anche in questo caso abbia avuto alcuni privilegi. E’ così?

“No, non penso. Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha giustamente tutelato al meglio i diritti e i doveri del mondo del calcio. Non credo che il calcio abbia avuto sconti o privilegi. Anzi, si era pensato che il calcio, in virtù della sua popolarità e degli interessi economici, potesse imboccare delle scorciatoie ma questo non è accaduto”.

Il Governo ha approvato alcuni finanziamenti per la Ryder Cup di golf che si terrà il prossimo anno a Roma e questo sta creando polemica perché per l’opinione pubblica è solo un torneo per un gruppo di snob. Come si può far passare il messaggio che lo sport è indotto, turismo e posti di lavoro?

“A prescindere dalla Ryder Cup che rappresenta un evento enorme, bisogna comprendere che si tratta di un investimento a livello di infrastrutture. Non si tratta di regalare 50 milioni di euro a chi vince il torneo, si tratta di creare investimenti di cui andranno a beneficiare tutti. Faccio un esempio. In vista della Ryder, magari verranno investiti soldi per migliorare la viabilità lungo la Tiburtina: questo andrebbe a beneficio di tutti, cittadini e aziende”.

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