Torna dal 31 marzo Musica al Lavoro, un ricco programma per la 19esima edizione

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 Presentata la 19esima edizione di Musica al Lavoro.

Gaber e Faber

La Poesia in Musica
Venerdì 31 marzo, ore 21:30
Sala Nelson Mandela (via XXIV Maggio, 18)

Giorgio Gaber e Fabrizio De Andrè. Due grandissimi poeti che usano la Musica per rendere ancora più forte e potente il loro messaggio. Un messaggio rivolto agli ultimi. Una sorta di preghiera alla riflessione su se stessi sul mondo sugli altri ed in particolar modo sugli ultimi.

Entrambi iniziano passando attraverso la popolarità data dalle canzoni  che Gaber interpreta e De Andrè  fa interpretare ad altri; poi per entrambi la svolta che li porterà uno al teatro e l’altro ad una ricerca musicale sulle sue radici.

Il viaggio che si percorre in questo spettacolo è dunque una percorso tra i grandi temi che i due poeti hanno sempre affrontato: l’ineludibilità della vita che, in un mondo in cui l’ingiustizia sociale regna, abbisogna di una chiave di lettura poetica, di testimonianza e a volte di militanza.

A cantare le canzoni dei due grandi autori sarà Matteo Magni  una voce ed un interprete che più volte si è cimentato in questo repertorio, a narrare la storia sarà Gilberta Crispino sensibile e sublime attrice ed entrambi saranno accompagnati da Nadio Marenco alla fisarmonica e da Luca Garlaschelli che oltre ad avere arrangiato i brani suonerà il contrabbasso. 

Matteo Magni: voce

Gilberta Crispino: voce recitante

Nadio Marenco: fisarmonica

Luca Garlaschelli: contrabbasso

LA NEVE SULLE LABBRA

Le Voci delle donne nella Resistenza italiana
27 aprile 2023
ore 21:30
Sala Nelson Mandela (via XXIV Maggio, 18)

Testo di Maria Antonietta Centoducati Con M. Antonietta Centoducati e Gianni Binelli (attori) Ovidio Bigi (Pianoforte)

La “Festa del 25 aprile” ricorda la Liberazione degli Italiani dal nazifascismo, avvenuta il 25 aprile del 1945, che fu possibile grazie all’apporto fondamentale dei Partigiani, persone comuni, uomini e donne di ogni età, razza, categoria sociale, di ogni credo politico e fede religiosa, uniti dal comune anelito alla libertà e alla democrazia, che affiancarono gli Alleati.

Anche le donne non esitarono a sacrificare la loro vita, sono le “donne invisibili” di cui non si parla mai abbastanza, il loro contributo alla Resistenza è stato molto importante e finita la guerra molto sottovalutato: procurare cibo e vestiti ai partigiani, percorrere chilometri per raggiungere le postazioni; procurarsi medicine e trovare rifugi sicuri nelle case, in campagna, nei conventi, raccogliere denaro per aiutare donne sole rimaste con i figli….con il costante pericolo della repressione nazista e fascista.

La ricerca degli attori Maria Antonietta Centoducati e Gianni Binelli si basa sulle testimonianze, le lettere, i diari di donne che fecero la Resistenza con coraggio e determinazione, storie di donne che diventano combattenti, che hanno rischiato la vita in nome della Libertà, donne coraggiose, donne torturate e violentate. “Non sono venuta qui per cercare un innamorato: io sono qui per combattere e rimango solo se mi date un’arma. Se siete d’accordo resto, se no me ne vado”.

FERITE A MORTE

Tratto dal libro omonimo di Serena Dandini
23 novembre 2023
ore 21:30
Sala Nelson Mandela (via XXIV Maggio, 18)

Regia Monia Marchiori con Carmen Cogliandro, Alessandra Ferrè, Serena Fincato, Benedetta Giagnoni, Monia Marchiori, Pamela Marchiori, Silvia Rosa, Mariella Volfango Chitarra e voce Massimiliano Rigo

“Ferite a morte nasce dal desiderio di raccontare le vittime di femminicidio. Ho letto decine di storie vere e ho immaginato un paradiso popolato da queste donne e dalla loro energia vitale. Sono mogli, ex mogli, sorelle, figlie, fidanzate, ex fidanzate che non sono state ai patti, che sono uscite dal solco delle regole assegnate dalla società, e che hanno pagato con la vita questa disubbidienza. Così mi sono chiesta: ‘E se le vittime potessero parlare?’ Volevo che fossero libere, almeno da morte, di raccontare la loro versione, nel tentativo di ridare luce e colore ai loro opachi fantasmi.

Desideravo farle rinascere con la libertà della scrittura e trasformarle da corpi da vivisezionare in donne vere, con sentimenti e risentimenti, ma anche, se è possibile, con l’ironia, l’ingenuità e la forza sbiadite nei necrologi ufficiali. Donne ancora piene di vita, insomma. Ferite a morte vuole dare voce a chi da viva ha parlato poco o è stata poco ascoltata, con la speranza di infondere coraggio a chi può ancora fare in tempo a salvarsi”. (Serena Dandini)

 Testi Serena Dandini, Ferite a morte, Rizzoli, 2013 Musiche Betty del gruppo Baustelle – La canzone di Marinella di Fabrizio De André

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