Nuovo ospedale, Tarasconi (Pd) in Regione: “Dopo sei anni dell’annuncio servono tempi certi”. Replica del centrodestra: “Cerca di montare una panna oramai rancida”

«Se non ci fosse alternativa, lo capirei. Ma visto che l’alternativa c’è, non riesco davvero a capire perché il Comune di Piacenza abbia scelto l’area che ha scelto. Scelta peggiore non poteva essere fatta». La consigliera regionale del Pd Katia Tarasconi oggi è intervenuta in Assemblea durante il question time con un’interrogazione a risposta immediata rivolta all’assessore alla Sanità Raffaele Donini sul tema del nuovo ospedale di Piacenza. Ed è stato un intervento senza mezzi termini. Il nodo della questione, dibattuto da tempo, è che – spiega la consigliera – l’area individuata dal Comune (ma non ancora in suo possesso) è un’area delicata: agricola, coltivata, non edificabile, una delle poche rimaste a ridosso della città; un’area all’esterno della tangenziale, ovvero fuori dal confine di urbanizzazione pensato anni fa; un’area con vasche di laminazione che richiederebbero un intervento imponente. Tutte caratteristiche che, secondo Tarasconi, diventerebbero secondarie di fronte all’esigenza primaria di costruire il nuovo ospedale, che sarà il primo in Europa in epoca covid e di cui Piacenza e il suo territorio hanno assoluta necessità. «Ma visto che esiste l’alternativa – dice – non mi spiego la ragione di questa scelta. E parlare di risparmio non è sufficiente: anche a fronte di una minor spesa nell’immediato, sul lungo termine il discorso è ben diverso. Basti pensare all’incertezza dell’esito del ricorso che certamente farà chi ha in gestione l’area agreicola, basti pensare alle opere di urbanizzazione che sarebbero necessarie per rendere utilizzabile l’area scelta. Senza contare il fatto che la tutela di una delle poche aree agricole rimaste a ridosso della città non ha prezzo».

E poi ci sono i tempi, ed è l’aspetto su cui si è concentrata la richiesta della consigliera dem all’assessore Raffaele Donini, pur consapevole che la Regione non ha voce in capitolo sulla scelta dell’area per la realizzazione dell’ospedale. «Era il 2015 quando l’allora assessore regonale Venturi annunciò il nuovo ospedale a Piacenza, e io c’ero» spiega Katia Tarasconi. E prosegue: «Sono passati sei anni e dire che è il momento di fare qualche passo avanti. Non vorrei che tra un anno fossimo ancora qui a dover sapere dove verrà costruito il nuovo ospedale». E l’ipotesi non è campata per aria, secondo Tarasconi. La quale, dopo aver ascoltato la risposta tecnica dell’assessore (nella quale lo stesso ha precisato che le opere di urbanizzazione non sarebbero certo a carico della Regione ma del Comune), ha auspicato che i prossimi step istituzionali siano rapidi: approvazione del Psc e Accordo territoriale.

La replica del centrodestra

“L’assiduo impegno della consigliera Tarasconi perché Piacenza non abbia un nuovo ospedale, attesta ancora una volta che mentre il centrodestra lavora per i piacentini, vi è chi invece si preoccupa di evocare ricorsi amministrativi e responsabilità contabili. Spiace che la consigliera regionale del PD, anziché sposare l’interesse pubblico che sottende la scelta del sito ove realizzare la nuova struttura ospedaliera, cerchi di montare una panna oramai rancida, dimenticando che identica scelta a quella di Piacenza ha fatto – con riferimento alla localizzazione – la città di Cesena, in passato dalla stessa consigliera indicata come un modello da seguire.

A prescindere dal fatto che sarebbe interessante che la consigliera Tarasconi spiegasse in quali altre aree non sarebbe stata necessaria una variante urbanistica da adottare e, un conseguente esproprio da realizzare, resta da ribadire la scelta dell’area 6 e’ conseguenza delle valutazioni rese al riguardo da un tavolo tecnico.

Anziché esporre funeree previsioni, con argomentazioni fatte su misure per supportare un eventuale ricorso di provati, meglio sarebbe che la collega Tarasconi dicesse chiaramente che il sito su cui realizzare il nuovo ospedale è per lei quello dell’ ex Pertite. Al riguardo non ci resta che ribadire che, pur non avendo mai promosso ne’ partecipato a girotondi, per noi su quell’area si deve realizzare un parco e non altro.”

Carlo Segalini (Lega)
Gianfranco Migli (Fdi)
Francesco Rabboni (Fi)

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