Attualità

Pale eoliche sul Crociglia: “Rilevanti criticità legate al paesaggio, alla fragilità ambientale e all’ecosistemica”

Partecipazione ampia e confronto di alto profilo nella serata pubblica organizzata da Club Alpino Italiano di Piacenza, GAEP – Gruppo Alpinisti Escursionisti Piacentini APS e GEP – Guide Escursionistiche Piacentine, dedicata all’analisi del progetto di impianto eolico previsto sul Monte Crociglia, attualmente in fase di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

LA NOTA DEL GAEP

La serata, che ha messo in relazione città e montagna, è nata con l’obiettivo di offrire alla comunità informazioni corrette e approfondimenti tecnici sulle criticità emerse dalla documentazione progettuale.

Ad aprire l’incontro è stato Claudio Faimali (CAI Piacenza), con i saluti istituzionali e la presentazione delle finalità dell’iniziativa promossa congiuntamente da CAI, GAEP e GEP.

“Rilevanti criticità”

Faimali ha inoltre richiamato il comunicato stampa congiunto dei Raggruppamenti regionali del Club Alpino Italiano – Emilia-Romagna e Liguria, che hanno espresso parere contrario al progetto dell’impianto eolico “Ferriere” nella configurazione attualmente proposta. Pur riconoscendo l’urgenza della transizione energetica e la necessità di incrementare le fonti rinnovabili, il CAI ha evidenziato rilevanti criticità legate all’impatto paesaggistico sui crinali, alla fragilità ambientale ed ecosistemica delle aree montane interessate, alla sproporzione dell’intervento rispetto al contesto territoriale e alla carenza di un adeguato percorso partecipativo con le comunità locali, ribadendo la necessità di una pianificazione che privilegi aree già antropizzate e preservi i paesaggi montani di maggior valore.

Nel suo videomessaggio, la Senatrice Elena Murelli ha sottolineato come la transizione energetica sia una sfida necessaria, ma da affrontare con serietà e rigore, evitando che progetti con impatti significativi su paesaggio, biodiversità e assetto idrogeologico vengano “calati dall’alto” sui territori. La Senatrice ha inoltre richiamato le criticità legate al caricamento delle osservazioni sul portale ministeriale, affermando di essersi attivata personalmente per evidenziarle e monitorare la procedura.

La pianificazione territoriale

Elisabetta Bergonzi (Comitato tutela paesaggio) ha presentato le caratteristiche generali del progetto Ferriere Wind, mentre Fabrizio Binelli ha inquadrato le principali criticità sottolineando il tema della pianificazione territoriale: i crinali dell’Appennino hanno mantenuto valore e integrità anche grazie agli strumenti di tutela e programmazione, che non possono essere aggirati.

È stato ribadito che non si tratta di una contrarietà alle rinnovabili, ma di una valutazione puntuale: in questo contesto non risultano bilanciati benefici e costi territoriali.

La questione legata al vento

In collegamento online, il dott. Daniele Uboldi ha approfondito il tema della ventosità: lo scarso vento appenninico è spesso turbolento e “sporco”, con effetti sulla resa e sulle sollecitazioni meccaniche delle turbine. È stata evidenziata l’inadeguatezza del software di modellazione utilizzato dal proponente in un’orografia complessa e il tema del capacity factor (quanto effettivamente rende l’impianto). Secondo Uboldi, la spinta economica di progetti simili può essere legata alla presenza di incentivi pubblici, ma l’assenza di vento sufficiente rappresenta una discriminante tecnica decisiva: non si tratta di aree idonee per impianti di questo tipo.

Il valore del territorio

Emanuele Mazzadi (Architetto e membro associazione Trekking Taro e Ceno) ha richiamato il tema del valore complessivo del territorio e della sua vocazione, citando percorsi e cammini, tra cui il Sentiero dei Celti. È stata sollevata anche una riflessione sulla solidità dei soggetti proponenti e sulla compatibilità complessiva dell’impianto con ambienti di crinale. È stato inoltre ricordato che il Comune di Ferriere contribuisce già alla produzione energetica attraverso altre tecnologie e che esistono alternative più coerenti e meno impattanti, e suggerisce di puntare su impianti alternativi per la produzione di energia green tra cui le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).

In collegamento live, l’Onorevole Paola De Micheli ha preso la parola ribadendo che la transizione energetica deve valorizzare i territori e non deturparli, dichiarando il proprio impegno a supporto della Sindaca e della comunità locale.

L’impatto sulla fauna

Angelo Battaglia ha trattato gli impatti su avifauna e chirotteri, ricordando che molte specie non percepiscono il pericolo delle pale e che la mortalità da collisione è un problema noto. È stata evidenziata l’assenza di adeguate analisi e il fatto che l’area sia circondata da siti della rete Natura 2000 e interessata da corridoi di passaggio. Sono state citate specie di particolare interesse presenti nell’area, tra cui picchio nero, astore, grifoni, biancone e aquila reale.

Il geologo Diego Sartori ha sottolineato come il progetto non risulti supportato da dati e indagini sufficienti per valutare la stabilità dei terreni e gli impatti idrogeologici. Sono state evidenziate criticità relative a sbancamenti, movimenti terra, ruscellamento e gestione delle acque, nonché aspetti viabilistici e logistici: trasporti eccezionali, carichi non compatibili con le strade esistenti, possibili criticità su ponti e infrastrutture. È stato inoltre richiamato il tema dei volumi di scavo e della gestione dei materiali, con la necessità di chiarezza su destinazione, trattamento e tracciabilità.

Un effetto domino

Diego Guerriero ha invitato a considerare l’effetto “domino” che progetti di questo tipo possono generare sui crinali, delineando diversi possibili scenari futuri (dalla vittoria del territorio a ipotesi di cantiere incompiuto, realizzazione integrale o riduzione del progetto). Ha inoltre richiamato il tema della sicurezza, includendo le problematiche connesse al rischio incendio delle turbine e alla necessità di valutare sistemi e protocolli di prevenzione e gestione delle emergenze.

Necessaria una pianificazione coerente

Nel corso della serata è intervenuto anche il Consigliere regionale Lodovico Albasi, che ha richiamato l’attenzione sull’iter procedurale in corso e sul tema della definizione delle aree idonee, evidenziando la necessità di una pianificazione coerente con gli obiettivi regionali di produzione da fonti rinnovabili. Albasi ha sottolineato come il raggiungimento delle quote di energia rinnovabile previste al 2030 debba avvenire attraverso strumenti e localizzazioni adeguate, facendo riferimento in particolare allo sviluppo dell’eolico offshore e del fotovoltaico su superfici già antropizzate. Nel suo intervento ha inoltre ribadito che la Regione Emilia-Romagna si è espressa con un parere negativo sul progetto, evidenziando una posizione critica e richiamando l’esigenza di valutazioni rigorose e coerenti con la tutela del territorio appenninico.

Roberto Boiardi ha offerto un inquadramento storico-culturale dei crinali come spazi di passaggio, transito e stratificazione di significati, legati a mulattiere, transumanza e reti storiche. È stato ricordato come il Monte Crociglia sia un vero “crocevia” naturale, oggi attraversato da una fitta rete escursionistica.

Pietro Chiappelloni (Italia Nostra Piacenza) ha sottolineato l’importanza della coesione tra realtà diverse come elemento positivo emerso da questo percorso.

Un progetto “sbagliato nel posto sbagliato”

Laura Chiappa (Legambiente Piacenza) ha sintetizzato la posizione con un concetto condiviso: le fonti rinnovabili sono fondamentali e necessarie ma il progetto in questione è “sbagliato nel posto sbagliato”, ribadendo la necessità di progetti di rinnovabili ben fatti ed auspicando per le vallate montane una rete di soluzioni di rinnovabili come micro-idroelettrico sui salti degli acquedotti e fotovoltaico in aree già infrastrutturate e Cers.

In chiusura, Monica Rebessi (GAEP) e Annalisa Guaraldo (GEP) hanno ringraziato per la partecipazione e ribadito l’urgenza di trasformare l’attenzione del territorio in un’azione concreta: la presentazione di osservazioni formali al MASE, da parte di cittadini e tecnici, entro la scadenza del 21 febbraio. È stato ricordato che non è necessario essere esperti: è fondamentale far arrivare al Ministero informazioni e valutazioni radicate nella conoscenza reale del territorio.

Si precisa che la Sindaca di Ferriere Carlotta Opizzi non era presente in aula in quanto impegnata in attività istituzionali direttamente connesse alla formalizzazione e agli adempimenti conseguenti al parere negativo espresso dal Comune sul progetto del Parco Eolico sul Crociglia.

Ha comunque seguito con attenzione l’intera serata tramite la diretta live organizzata dal CAI.

La registrazione completa della serata è disponibile sui profili Instagram ufficiali del CAI Piacenza e del GAEP.

Un parere unanime

Al termine della serata, il clima che si respirava in sala è apparso chiaro: al di là delle diverse sensibilità e provenienze, è emersa una sostanziale unanimità nel riconoscere che il progetto presenti numerose e rilevanti criticità sotto molteplici profili.

Gli interventi tecnici hanno affrontato temi legati alla ventosità, alla geologia, all’idrogeologia, alla biodiversità e alla pianificazione territoriale. Tuttavia, per ragioni di tempo e per la densità dei contributi, non è stato possibile approfondire ulteriori aspetti che meritano attenzione, quali:

  • l’impatto acustico e la problematica della rumorosità in un contesto di crinale;
  • la presenza di recettori sensibili non adeguatamente considerati negli elaborati progettuali;
  • l’impatto paesaggistico cumulativo in un sistema di crinali ad alta valenza identitaria;
  • la continuità della fruizione escursionistica e la compatibilità con la rete sentieristica esistente;
  • la durata e l’intensità della fase di cantierizzazione pluriennale;
  • le interferenze con il sistema idrico locale e con le sorgenti;
  • i possibili effetti socio-economici su un territorio fragile.

Il Gruppo di Coordinamento sottolinea come queste riflessioni non nascano da una posizione ideologica, ma da un lavoro approfondito che, nell’ultimo mese, ha visto l’organizzazione di numerosi momenti pubblici di confronto: dalla prima assemblea pubblica voluta dalla sindaca di Ferriere Carlotta Oppizzi, alla fiaccolata al Monte Crociglia, gli incontri di Bettola e Farini, fino alla serata in città, con l’obiettivo di collegare la montagna a Piacenza e coinvolgere l’intera comunità.

Il messaggio che emerge è quello di un territorio consapevole, che chiede valutazioni fondate su dati solidi e una pianificazione coerente con le caratteristiche ambientali, paesaggistiche e culturali dell’Appennino piacentino.

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