Politica

Groppelli replica al consigliere Zandonella: “Dopo anni di vuoto partecipativo, riattivato il coinvolgimento dei cittadini”

“C’è un limite tra la critica politica e la mistificazione dei fatti: quando viene volontariamente raccontata una visione distorta della realtà, è necessario rettificare”. Così l’assessora Serena Groppelli replica all’intervento del consigliere Luca Zandonella sull’impegno dell’Amministrazione comunale per promuovere la partecipazione: “Ritengo necessario ristabilire alcuni elementi di verità, perché un dibattito pubblico serio deve basarsi su dati corretti e su una lettura completa del lavoro svolto”.

LA NOTA DELL’ASSESSORE GROPPELLI

“In primo luogo – spiega Groppelli – i 100.000 euro affidati ad Arcadis riguardano un incarico specifico e circoscritto: la progettazione di Piazza Cittadella, all’interno della quale è compreso anche il percorso partecipativo. Si tratta quindi di un investimento mirato su un progetto concreto, in cui la quota destinata alla partecipazione rappresenta solo una parte irrisoria dell’attività complessiva”. 

Secondariamente, per gli altri progetti coordinati dall’assessorato alla Partecipazione, la gran parte delle risorse impiegate non proviene dalle casse comunali, ma da finanziamenti regionali ottenuti candidandosi e vincendo bandi pubblici, grazie a un lavoro strutturato e competente che ha visto il Comune di Piacenza operare insieme a soggetti specializzati”. 

I fondi regionali

“E qui – prosegue Serena Groppelli – il punto è inevitabile. Essendo stato assessore per un intero mandato, Zandonella ha solo due possibilità: o conosce perfettamente la natura di questi fondi e sceglie comunque di negarla, oppure, ipotesi ancor più grave, in cinque anni di Amministrazione non ha mai davvero compreso come funzionano questi meccanismi. Mi permetto di aggiungere una cosa molto chiara: i fondi regionali, se non li vinci tu, vengono assegnati a qualcun altro. E questo significa lasciare indietro la propria città”.

“Sul piano politico – rimarca l’assessora – respingo con decisione l’idea che il Comune stia abdicando al proprio ruolo, perché i fatti dimostrano esattamente il contrario. All’inizio del mandato ho trovato una situazione in cui la partecipazione era sostanzialmente assente anche dal punto di vista organizzativo: non esisteva nemmeno una struttura dedicata”. 

Riattivare una comunità da troppo tempo costretta all’immobilismo

“Da lì sono partita costruendo, passo dopo passo, non solo un ufficio e un coordinamento tecnico interno, ma anche attivando due progetti che hanno permesso di riattivare una comunità da troppo tempo costretta all’immobilismo: i Laboratori di Quartiere, come primo esercizio di coprogettazione e coinvolgimento attivo del territorio, e il Bilancio Partecipativo che ha portato i cittadini a presentare e votare progetti oggi in fase avanzata di realizzazione. Questa non è improvvisazione, ma un percorso progressivo e coerente, che ha rimesso al centro le persone dopo anni di vuoto”.

Una forma stabile e regolamentare alla partecipazione

“A questo lavoro – sottolinea Serena Groppelli – si è affiancata un’ultima fase altrettanto importante: la volontà di dare forma stabile e regolamentare alla partecipazione, attraverso un percorso condiviso che coinvolga i cittadini nella definizione delle priorità future, aggiornando un regolamento fermo al 2013 e introducendo nuovi strumenti, tra cui i tavoli tematici, con uno sguardo trasversale a tutto l’Ente. Parallelamente abbiamo sviluppato ⁠il lavoro sui beni comuni, rafforzando il tema della corresponsabilità, introducendo lo strumento del baratto amministrativo e consolidando la cittadinanza attiva”.

“E dato vita a momenti di confronto diffusi: assemblee, incontri pubblici e occasioni di dialogo e ascolto nate anche su richiesta dei cittadini. Sostenere che manchi una visione strategica significa ignorare, o voler sottacere, questo percorso. La strategia c’è ed è chiara: passare da una partecipazione episodica a una partecipazione strutturale, continuativa e condivisa, in cui il Comune non arretra, ma guida e coordina, valorizzando anche competenze e collaborazioni esterne quando necessario”.

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