Consiglio comunale all’insegna delle polemiche. Prima Alternativa Per Piacenza chiede l’annullamento della seduta. Poi Fratelli d’Italia lascia l’aula.
Un consiglio comunale illegittimo. Questa la polemica che ha inaugurato l’assemblea di ieri a Palazzo Mercanti. Autore dell’esternazione è stato Luigi Rabuffi, consigliere di Alternativa per Piacenza. Lo scorso consiglio comunale si era chiuso lasciando in sospeso il tema del trasporto pubblico per diversamente abili. E su questo tema si sarebbe dovuta aprire la seduta di ieri, secondo Rabuffi. Seduta che invece è stata inaugurata con altre comunicazioni da parte della giunta. La mozione di Rabuffi è stata respinta in virtù dei 12 voti a favore, 15 contrari e due astenuti. La seduta è continuata, ma Rabuffi ha parlato di un precedente pericoloso.
“Lei, presidente, si prende la responsabilità oggi di attivare questo consiglio comunale, lo fa sotto la sua esclusiva responsabilità, dovrà rispondere naturalmente per iscritto e vediamo un po’ quale sarà la risposta”, così Rabuffi si è rivolto a Paola Gazzolo, presidente del consiglio.
La mozione è stata respinta. Per Rabuffi si tratta di un precedente pericoloso. Il consiglio comunale è dunque proseguito. Ma dopo pochi minuti è arrivata un’altra richiesta di sospensiva, quella di Sara Soresi, Fratelli d’Italia.
In aula, infatti, era in programma il punto della situazione sul percorso partecipato per la riqualificazione di Piazza Cittadella. Per Soresi non ha senso di parlare di Piazza Cittadella in una situazione di incertezza come quella attuale.
“Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha deciso di non partecipare al dibattito durante la seduta odierna del Consiglio comunale, per senso di responsabilità istituzionale rispetto alla discussione su Piazza Cittadella. La nostra scelta nasce da una valutazione chiara: il dibattito posto all’ordine del giorno è, allo stato attuale, prematuro e privo dei presupposti minimi per essere affrontato in modo serio e trasparente. Ad oggi, infatti, il Comune non ha la piena disponibilità dell’area interessata dall’intervento, essendo pendenti contenziosi che incidono direttamente sulla possibilità di procedere in modo consapevole e legittimo”.
Anche in questo caso mozione respinta. I consiglieri di Fratelli d’Italia hanno lasciato l’aula.
Il percorso partecipativo per la riqualificazione di Piazza Cittadella è stato dunque al centro del consiglio comunale di ieri. Protagonisti i responsabili della società Arcadis. Proprio ad Arcadis, infatti, il Comune ha affidato l’incarico di gestire il percorso partecipativo e la progettazione del futuro della riqualificazione di Piazza Cittadella. Ha illustrato Andrea Vercellotti, di Arcadis.
“Tutti i soggetti coinvolti sono d’accordo nel chiedere uno spazio di qualità, una piazza vivibile e attrattiva. C’è unanimità rispetto a questo tema. Il tema della sicurezza è uscito più volte all’interno delle discussioni, in maniera molto diversa. Sicurezza non intesa come di presidio, di controllo dello spazio, ma proprio il fatto che uno spazio come quello di Piazza Cittadella sia attivo per tanti momenti della giornata: in questo modo sarebbe garanzia di sicurezza e di presidio di uno spazio di questo tipo. È emerso anche da molti soggetti il tema della luminosità notturna dell’area, il tema di avere uno spazio illuminato alla sera, è ulteriore elemento di garanzia. E poi il tema della riduzione del traffico”.
“Tutti concordano nel fatto che una Piazza Cittadella di questo tipo non può prescindere da un intervento di pedonalizzazione anche piuttosto consistente. Divergono le opinioni rispetto a come gestire il tema della sosta. La cosa importante su cui siamo arrivati, però, lungo il percorso partecipativo e che si è abbastanza consolidata negli incontri finali, è questa: diventa fondamentale inserire e considerare il progetto di Piazza Cittadella all’interno di un’ottica più complessiva, soprattutto sull’area nord della città”.
Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha deciso di non partecipare al dibattito durante la seduta odierna del Consiglio comunale, per senso di responsabilità istituzionale rispetto alla discussione su Piazza Cittadella.
La nostra scelta nasce da una valutazione chiara: il dibattito posto all’ordine del giorno è, allo stato attuale, prematuro e privo dei presupposti minimi per essere affrontato in modo serio e trasparente.
Ad oggi, infatti, il Comune non ha la piena disponibilità dell’area interessata dall’intervento, essendo pendenti contenziosi che incidono direttamente sulla possibilità di procedere in modo consapevole e legittimo.
Abbiamo chiesto, senza ottenere risposte puntuali, un aggiornamento preciso su questi aspetti fondamentali: lo stato dei contenziosi pendenti, i loro sviluppi e le tempistiche prevedibili, oltre a chiarimenti sulla procedura negoziata relativa a Piazza Cittadella, in particolare sulla scadenza del termine dei quattro mesi ed eventuali proroghe.
In assenza di queste informazioni, qualsiasi discussione nel merito risulta inevitabilmente viziata e rischia di diventare fuorviante nei confronti dei cittadini.
Su Piazza Cittadella non siamo di fronte a una semplice scelta urbanistica, bensì a un caso evidente di incoerenza tra indirizzo politico e capacità di attuazione amministrativa. Il parcheggio interrato è stato indicato dal Sindaco sin dal 2022 come opera strategica per la città, ribadito negli atti ufficiali e confermato con delibera del Consiglio comunale del 31 luglio 2023 sull’interesse pubblico del parcheggio interrato. Non un’ipotesi, ma una scelta politica chiara e reiterata, più volte giustificata anche come parte integrante del programma elettorale. Ancora nell’ottobre 2025 il Sindaco dichiarava che, “se avesse avuto la bacchetta magica”, avrebbe realizzato subito il parcheggio interrato.
Cosa è cambiato rispetto a una priorità così nettamente definita? È stata forse modificata una scelta che era alla base del programma elettorale?
Il rischio concreto è che si scarichi sui cittadini il peso di scelte errate assunte dall’amministrazione, chiedendo loro di esprimersi su un’area di cui non è certa la disponibilità, senza tempi definiti e senza un quadro normativo strutturato.
La realtà è che la volontà di questa amministrazione era quella di realizzare il parcheggio interrato, portando avanti questa scelta in ogni modo “ di riffa o di raffa” e dichiarandolo più volte. Non essendo riuscita nel suo intento, oggi tenta di riposizionarsi utilizzando uno strumento – quello della partecipazione – che per mesi è stato osteggiato, trasformandolo in un percorso privo di reali basi e di effettiva incidenza.
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di forte preoccupazione: l’assenza totale di un piano parcheggi alternativo e credibile. Piazza Cittadella è oggi bloccata (e, in ogni caso, da sola non sarebbe sufficiente a risolvere in modo strutturale il problema della sosta), mentre altre soluzioni – come l’ex Acna e l’ex Silos di via 10 giugno – risultano non disponibili o non funzionali. La città resta così priva di una strategia complessiva sulla sosta, con ricadute evidenti su accessibilità, commercio e vivibilità urbana.
Siamo quindi di fronte a una frattura tra decisione politica, strumenti amministrativi e capacità di attuazione. Quando questa catena si interrompe, non si governa il processo: lo si subisce.
Per queste ragioni abbiamo ritenuto doveroso non partecipare al dibattito.
Il confronto su un’opera strategica deve avvenire quando esistono condizioni reali, chiarezza giuridica e trasparenza amministrativa, non quando si cerca di costruirle a posteriori.
Fratelli d’Italia resta disponibile a un confronto serio e nel merito, ma solo nel momento in cui verranno forniti elementi concreti e verificabili. Fino ad allora, non intendiamo prestare il fianco a operazioni di facciata.
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