Rianimazione e terapia intensiva a Castel San Giovanni ancora senza primario, Stragliati (Lega): “La Regione faccia chiarezza”

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La Regione faccia chiarezza sul futuro del reparto di Rianimazione e terapia intensiva della Val Tidone nell’ospedale Unico di Castel San Giovanni (Piacenza).

Lo ha chiesto, con una interpellanza, la consigliera Valentina Stragliati (Lega). La consigliera vuole sapere quale ruolo avrà il reparto “rispetto alle scelte organizzative della rete ospedaliera operate dall’Azienda USL di Piacenza”. Inoltre, chiede “quanti posti letto di terapia intensiva e subintensiva saranno mantenuti” nell’ospedale unico di Castel San Giovanni e se è già stata avviata “la procedura concorsuale per la sostituzione del dottor Benedetti (primario in pensione, ndr) e, in caso affermativo, quali sono le tempistiche previste per l’entrata in servizio del nuovo primario”. Infine, Stagliati chiede “se verrà mantenuta in essere la convenzione tra Scuola di Specializzazione in Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore dell’Università degli Studi di Pavia e l’Ospedale Unico della Val Tidone” voluta dal primario Angelo Benedetti.

La risposta dell’assessore Raffaele Donini

L’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, ha risposto che “l’attività è orientata verso la media e bassa complessità, è un reparto importante. Il numero dei posti letto è stato rimodulato in modo flessibile con 4 posti di terapia semi intensiva e 2 di intensiva. In un’ottica di sviluppo con l’università di Parma si pensa a una sede aggiuntiva di Rianimazione in provincia di Piacenza, attualmente sono due una nel capoluogo e una a Castel San Giovanni. Sono in corso contatti con l’università di Parma per arrivare al concorso per primario. La convenzione con Pavia è attiva e in attesa di rinnovo”.

Valentina Stragliati si è detta “parzialmente soddisfatta, ma non ci sono i tempi per la sostituzione del primario. Continuerò a vigilare sul buon funzionamento del reparto. Sulla rimodulazione dei posti ritengo ci siano poche certezze”.

L’ospedale ha un bacino di utenza di circa 50.000 abitanti, parte posti in pianura e parte in collina. Il Reparto di rianimazione “dotato di apparecchiature tecnologiche adeguate e personale qualificato, presta la propria cura ai pazienti con compromissione acuta delle funzioni vitali”, ma dal luglio 2023, dopo il pensionamento di Benedetti, non ha un primario.

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