“Salari in crescita per quadri e dirigenti, a discapito di operai e impiegati”

Salari in crescita per quadri e dirigenti, a discapito di operai e impiegati. Una Piacenza sempre più “vecchia”, che sta subendo una “trasformazione del tessuto industriale”. Con sempre più contratti precari e dei timidi segnali di crescita nel campo del “valore aggiunto” prodotto. Sono i dati che emergono dall’“Osservatorio sull’Economia e il Lavoro in provincia di Piacenza”, a firma dei ricercatori di Ires e commissionato da Cgil Piacenza.

Per quanto riguarda l’andamento dei principali indicatori macroeconomici è da sottolineare nella sintesi come le previsioni siano positive per il territorio di Piacenza. Territorio in cui viene prevista una crescita del valore aggiunto, seppur contenuta, ma che dura sino al 2020.

L’andamento congiunturale invece evidenzia, a fronte della difficoltà di settori come il commercio che si basano sulla domanda interna, un buon andamento dell’industria in senso stretto. Settore che si trova a beneficiare anche di una crescita delle esportazioni particolarmente positiva per il territorio Piacentino. Parliamo di percentuali superiori alla media regionale.

Crescono dunque le esportazioni per la lavorazione del legno, della pelle, ma anche per l’industria chimica e in modo più contenuto per il settore metalmeccanico. Lo spazio economico dell’Unione Europea resta la destinazione privilegiata, sebbene crescano anche le relazioni economiche con i paesi asiatici.

Demografia d’impresa

Per quanto riguarda la demografia d’impresa vediamo invece il consolidarsi di un processo di distruzione del numero di imprese operanti. Processo che segnala una trasformazione in corso del tessuto industriale. Tendenza confermata da una maggiore tenuta dell’industria a discapito dei servizi. Ma anche da performance migliori registrate per le società di capitale a discapito delle altre tipologie di impresa.

L’occupazione

Nonostante le cifre contenute, cresce anche l’occupazione sul territorio di Piacenza. Dato che però non viene registrato dall’andamento dei tassi occupazionali. Questo a causa di un incremento dell’inattività in particolare per le fasce di età comprese tra i 25 e i 44 anni. Aumenta dunque l’età della popolazione lavorativa, in particolare a partire dalle fasce di età superiori ai 50 anni.

Un’ulteriore complessità dell’andamento occupazionale proviene infine dai dati di flusso in entrata e in uscita. La crescita degli avviamenti è concentrata anche in questo caso nelle fasce di età più avanzate. Inoltre continua a consolidare anche nel territorio di Piacenza la tendenza a ridimensionare il ruolo del contratto a tempo indeterminato.

L’aumento dei salari

Infine, un’ulteriore problematica dell’occupazione nella provincia di Piacenza è rappresentata dall’andamento delle retribuzioni. Incremento del salario medio pro capite in particolare tra quadri e dirigenti, a discapito di operai, impiegati e apprendisti.

L’analisi del salario medio pro capite è ottenuto dividendo il numero totale delle retribuzioni per il numero dei lavoratori compresi nella medesima qualifica professionale. Il salario medio pro capite cresce per operai e impiegati rispettivamente dello 0,25% e 0,19%. Lo stesso invece incrementa per quadri e dirigenti rispettivamente del 1,28% e 4,97%. Mentre gli apprendisti vedono un decremento di tale valore di oltre 1%. In altre parole, è piuttosto tra quadri e dirigenti che vediamo concentrarsi gli aumenti retributivi registrati sul territorio di Piacenza.

“Un dato che deve spingere a riflettere anche nei confronti della sempre maggiore concentrazione di ricchezza. Ma anche sull’impatto che tali processi hanno nei confronti delle disuguaglianze del territorio”.