Dalla sicurezza agli investimenti, sottoscritto il programma dei sindacati: “Punto per punto, come far ripartire il territorio colpito dalla pandemia” – AUDIO

“Individuare le priorità e le esigenze che il territorio della nostra provincia deve affrontare alla luce della crisi sanitaria che ha colpito in maniera drammatica la nostra comunità”. Questi gli obiettivi del documento sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil.

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“Piacenza ha pagato un prezzo altissimo”

“Piacenza ha pagato un prezzo altissimo in termini di perdita di vite umane ed è un territorio risultato particolarmente colpito anche dalla diffusione del contagio. Tutto questo ha confermato e messo ancora più in evidenza criticità e inadeguatezze del nostro sistema; criticità che da anni segnaliamo e che oggi dobbiamo discutere, approfondire e risolvere anche alla luce della persistenza della crisi Covid19 dopo la alla ripresa autunnale”.

“Una ripresa comunque pesantemente condizionata dagli effetti economici e sociali della crisi, che ci consegnano un quadro fortemente preoccupante rispetto alla tenuta del nostro sistema produttivo e sui connessi rischi sul fronte occupazionale”.

“Dopo la prima fase della pandemia le attività erano in buona parte riprese, ora facendo tesoro delle esperienze fatte, serve continuare a valorizzare l’apporto di tutti coloro che hanno permesso la reale tenuta, coesione ed unità del nostro territorio, rimettendo al centro il ruolo del lavoro e delle persone che permettono alle imprese, e anche alle amministrazioni pubbliche di funzionare”.

“Le risorse che Governo, Regione ed Unione Europea hanno stanziato, possono rappresentare un importante volano per una ripresa del territorio che sappia coniugare agli aspetti più tradizionalmente economici, anche quelli di carattere sociale, della vita delle nostre città; un intero modello di sviluppo che si è dimostrato fallimentare e che oggi va profondamente ripensato in chiave di nuove sostenibilità ambientali, sanitarie e produttive con il coinvolgimento di tutte le competenze a disposizione, mettendo in campo innovativi percorsi di partecipazione democratica delle OO.SS. dei lavoratori. Pertanto, individuiamo qui i seguenti punti programmatici che dovranno essere oggetto  di       una    campagna    di       informazione          sul     territorio definendo         così    il posizionamento di CGIL CISL UIL ai diversi tavoli di confronto aperti”.

Sicurezza sul lavoro

Nel documento si esprime la necessità della messa in sicurezza di tutti gli ambienti di lavoro con la piena applicazione dei protocolli siglati a partire da quello siglato il 24 aprile, e recepito nel Dpcm del 26 aprile come condizione indispensabile per il proseguo delle attività pena sospensioni delle stesse.

Coerentemente a ciò occorre garantire la massima attenzione in termini di monitoraggio (che deve essere esteso a tutti i lavoratori presenti nei siti produttivi e lavorativi coinvolti), vigilanza e controllo prevedendo un coinvolgimento attivo degli istituti ed enti preposti anche attraverso la costituzione di gruppi di lavoro interforze, ancora più necessari a fronte del manifestarsi della seconda ondata epidemica da COVID.

Aprire un tavolo provinciale

In particolare si intende costituire a tal fine presso l’Osservatorio Territoriale sula sicurezza nei luoghi di lavoro, e ai sensi del protocollo 24 aprile di un Tavolo Provinciale su relativo alla crisi in corso con la partecipazione, oltre che di tutte le Associazioni di Categoria e delle professioni, dei suddetti Enti a cui richiedere aggiornamenti costanti circa l’evoluzione delle normative e dei provvedimenti collegati al controllo della pandemia in corso e a cui inoltrare eventuali segnalazioni di criticità nell’applicazione delle stesse.

Tale tavolo potrà prevedere specifici approfondimenti settoriali (manifattura ecc..) da attuare con le singole Associazioni di riferimento qualora necessario e dovrà svolgere un ruolo importante, incisivo e di monitoraggio su questa tematica anche al di là ed oltre l’emergenza COVID, come anche i recenti infortuni accaduti su alcuni posti di lavoro nel piacentino ci ricordano.

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