Grande successo per la mostra dedicata a Cassinari, esposizione prolungata fino al 12 dicembre

Successo per la mostra dedicata a Cassinari

In seguito allo straordinario successo della mostra BRUNO CASSINARI Forma Struttura Colore Dipinti e disegni dal 1936 al 1963 il Comune di Castell’Arquato è lieto di annunciarne il prolungamento fino a sabato 12 dicembre 2021

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La mostra rimarrà aperta durante il fine settimana, rispettivamente il sabato 14.30 -18:00 e la domenica 10.00-12.30 e 14.30-18.00. Si aggiungono al calendario due aperture straordinarie, previste per le festività. Mercoledì 8 dicembre la mostra sarà aperta tutto il giorno, ore 10.00-12.30 e 14.30-18.00.

Riconfermata l’opportunità di partecipare alla visita guidata gratuita prevista ogni domenica pomeriggio alle ore 16.00 o la possibilità di prenotare una visita guidata a pagamento in giorno e orario da concordare.

Animata da un notevole flusso di pubblico, dall’apertura della mostra le presenze registrate sono più di 2.400, l’esposizione è allestita in ordine cronologico ed espone sia matite e pastelli su carta sia oli su tela, evidenziando il passaggio tra forma, struttura, colore che Cassinari artisticamente compie tra gli anni ’40 e ’50. 

Nata da un’idea di Giorgio Milani, promossa dal Comune di Castell’Arquato, sostenuta da Fondazione di Piacenza e Vigevano, Regione Emilia-Romagna la mostra è stata accolta operativamente da Gilda Bojardi e Sandra Bozzarelli. Curatori della mostra Giovanna Cassinari, figlia dell’Artista e Ivo Iori curatore anche del catalogo, edito da Ti.ple.co.

La mostra rende omaggio all’artista piacentino che ha dialogato con Picasso, Chagall, Paul Eluard e Jean Cocteau, tra la costa francese e le colline native attraverso l’esposizione di 31 opere, di cui 21 oli su tela, 9 disegni e una statua equestre attinenti al periodo storico compreso tra gli anni ‘40 e ‘50. Le opere provengono da collezioni private piacentine e milanesi e dalla collezione della Fondazione di Piacenza e Vigevano.

La statua equestre, posizionata ai piedi del Palazzo del Podestà, è un Cavallo in bronzo realizzato nel 1966, solitamente in esposizione presso il MiM – Museum in Motion, Castello di San Pietro in Cerro. 

All’interno del Palazzo del Podestà, è allestita anche una sala video dove poter approfondire la conoscenza di Bruno Cassinari grazie alla proiezione di un filmato realizzato per l’occasione da Roberto Dassoni, videomaker, artista e fotografo piacentino. Il video raccoglie frammenti di vita privata dell’Artista, rivolgendo particolare attenzione ai dettagli artistici, alle pennellate, ai colori.

“Affrancato dalla convezione naturalistica ma profondamente legato alla realtà e alle sensazioni da essa trasmesse, Cassinari non rinunciò mai alla figurazione. La sua fu una ricerca fortemente basata sul cromatismo, fatta di nature morte, paesaggi e figure, condotta 

con una grande sensibilità artistica, senza mai sottrarsi all’indagine del complesso destino umano”. – Ivo Iori

BRUNO CASSINARI

Bruno Cassinari (1912-1992), pittore e scultore piacentino, è stato uno dei più̀ importanti artisti italiani del secondo dopoguerra. Già̀ sul finire degli anni Trenta la qualità̀ artistica delle sue opere è ampiamente riconosciuta, ma il suo lavoro giunge a piena maturità̀ nel dopoguerra, periodo in cui Cassinari riceve numerosissimi riconoscimenti, tra cui il Gran Premio della Pittura Italiana, conseguito nel 1952 alla XXVI Biennale di Venezia. 

Dopo aver frequentato per due anni l’Istituto d’Arte Gazzola di Piacenza, Cassinari si trasferisce a Milano nel 1929, dove è intensamente attivo fin dai tempi dell’adesione al gruppo di Corrente” (1938), legandosi in particolare a Renato Birolli, Ennio Morlotti ed Ernesto Treccani: l’ obiettivo del gruppo è quello di rompere con la tradizione novecentista per affermare una nuova poetica figurativa.

Dal 1949, anno del viaggio ad Antibes, Cassinari affianca al suo amore per la campagna natia quello per la costa francese. Conosce Pablo Picasso, Georges Braque, Marc Chagall, Paul Eluard, Jean Cocteau ad Antibes, dove si trasferisce e, nel 1949 apre uno studio, già citato nel 1953 nei “Commentari” di Lionello Venturi. Negli anni ’60 sviluppa un realismo intimo e personale, quasi poetico, rappresentato attraverso nuove tematiche, tra cui le “figure” e le “nature morte” sono spesso presenti. 

Cassinari ottiene un enorme successo di pubblico e di critica; sarà protagonista delle maggiori rassegne artistiche contemporanee (Biennale di Venezie 1952, Quadriennale di Roma) e insignito di innumerevoli premi. Nel 1962 torna a Gropparello (PC), terra nativa, e apre lo studio con Ernesto Treccani. Da quel momento ricompare nel suo lavoro l’ambiente rurale già indagato negli anni Quaranta, fattosi ora mosso e acceso in senso drammatico.

LA MOSTRA 

Gli anni ’40 rappresentano infatti un periodo di passaggio fondamentale nelle opere di Cassinari. Tanto gli anni di “Corrente” (che si chiude nel 1943) quanto quelli subito dopo la Liberazione (1945 – 1950), hanno messo in luce nella produzione di Cassinari l’avvicinamento ad un’arte che potesse in modo autonomo differenziarsi dalle due maggiori tendenze del periodo: l’arte astratta e quella figurativa. Questa sua terza via cercata è una sintesi originalissima di neocubismo in cui lirismo e riflessione sulla classicità risultano essere un esercizio compositivo delle forme, che ha trovato la sua più alta espressione nei due decenni Quaranta e Cinquanta. La mostra “Forma, struttura e colore”, infatti, mette in luce la pittura di Cassinari in quanto sintesi di strutturazione cubo-matissiana, cromatismo luminoso e contemplazione del vero.

Il “geometrismo”, che Cassinari introduce sempre più a partire dai primi anni ’50, è da lui ritenuto il miglior modo per avvicinarsi alla realtà e alle sensazioni vissute. 

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