Economia

Trent’anni fa il riconoscimento DOP per i nostri salumi: “Prodotti fortemente associati all’autenticità”. Il consorzio guarda al futuro: “Una filiera tutta piacentina” – AUDIO e FOTO

Si è svolto oggi nella Sala Monumentale di Palazzo Gotico il convegno celebrativo “Respirare il futuro”, organizzato in occasione del trentesimo anniversario del riconoscimento delle Denominazioni di Origine Protetta della Coppa Piacentina, del Salame Piacentino e della Pancetta Piacentina. Nel 1996, infatti, Piacenza ottenne un primato unico a livello europeo con il riconoscimento simultaneo di tre DOP dedicate ai suoi salumi.

Ad aprire il convegno è stato il sindaco di Piacenza, Katia Tarasconi, che ha sottolineato come i salumi piacentini rappresentino un elemento identitario della città, capace di unire il territorio e di promuoverlo ben oltre i confini provinciali.

«In un solo colpo ottenemmo tre DOP. All’epoca gli associati avevano una sola certezza: avrebbero avuto più controlli e più costi. Nessuno poteva sapere cosa avrebbe riservato il mercato. Oggi possiamo dire che quella fu una scelta estremamente lungimirante». Con queste parole il direttore del Consorzio di Tutela Salumi DOP Piacentini, Roberto Belli, ha ripercorso il cammino compiuto negli ultimi trent’anni.

Belli ha evidenziato come quella decisione abbia consentito ai salumi piacentini di affermarsi nel panorama nazionale. Nel corso del convegno è stato inoltre ribadito il ruolo centrale dell’Unione Europea nella tutela delle Denominazioni di Origine Protetta, strumenti fondamentali per salvaguardare la qualità e il valore delle produzioni agroalimentari.

Guardando al futuro, il direttore del Consorzio ha indicato come priorità la tutela della qualità produttiva e la realizzazione di una filiera interamente piacentina, capace di seguire l’intero percorso, dagli allevamenti fino al prodotto finito. Un progetto portato avanti dal Distretto del Cibo che vede già importanti investimenti: i salumifici stanno completando gli interventi previsti, mentre gli allevamenti hanno avviato i lavori necessari per dare vita a una filiera completamente locale.

Anche il presidente del Consorzio, Antonio Grossetti, ha ripercorso la storia dell’organizzazione, ricordando il proprio legame personale con il settore, nato fin dall’infanzia quando seguiva il padre nel salumificio. Nel suo intervento ha evidenziato il ruolo fondamentale che la Camera di Commercio ha ricoperto e continua a ricoprire a sostegno del comparto, richiamando le principali difficoltà affrontate negli ultimi anni, dalla pandemia di Covid-19 all’emergenza della Peste Suina Africana, che ha avuto pesanti ripercussioni sul settore dell’allevamento. Nonostante le criticità, ha sottolineato, il Consorzio ha continuato a guardare avanti.

Sul ruolo che i consorzi saranno chiamati a svolgere nei prossimi anni si è soffermato anche Paolo De Castro, presidente dell’istituto di ricerca Nomisma, che ha presentato i salumi piacentini come un potente strumento di promozione turistica del territorio.

Uno sguardo ai consumatori e al mercato è emerso dalla ricerca presentata da Chiara Volpato, Head of Technical Consulting di Nomisma, realizzata in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e promossa dal Consorzio di Tutela Salumi DOP Piacentini. Lo studio ha analizzato il livello di conoscenza e i fattori di apprezzamento delle DOP piacentine nel mercato B2C.

«Dall’indagine emerge una buona notorietà dei prodotti, anche se persistono alcune barriere all’acquisto dei prodotti certificati. Coppa, Salame e Pancetta Piacentina sono fortemente associati alla tradizione, all’autenticità e al territorio piacentino», ha spiegato Volpato illustrando i risultati della ricerca.

La sfida per il futuro sarà trasformare questa consapevolezza in una maggiore propensione all’acquisto, aiutando il consumatore a comprendere il valore intrinseco delle produzioni certificate. L’obiettivo, ha concluso Volpato, «è spostare l’attenzione dal semplice concetto di prezzo al valore aggiunto garantito dalla qualità, dall’origine certificata e dall’intera filiera produttiva».

Il convegno “Respirare il futuro” ha così celebrato non soltanto un importante anniversario, ma anche la visione di un comparto che continua a investire nella qualità, nell’innovazione e nella valorizzazione del territorio.

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