«Dopo tre mesi di chiusura, un container temporaneo e ora persino il camper non operativo nel giorno annunciato di attivazione: siamo di fronte a una gestione frammentata che scarica sui cittadini le inefficienze organizzative».
Così il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri interviene sulla nuova criticità registrata a Roveleto di Cadeo, dove il servizio mobile di Poste Italiane non è risultato operativo per problemi tecnici legati alla linea internet.
«Non stiamo parlando di un episodio isolato – sottolinea Tagliaferri – ma dell’ennesimo tassello di una sequenza di chiusure, sospensioni e soluzioni provvisorie che stanno creando disagio reale alla comunità».
L’ufficio postale di Roveleto era già rimasto chiuso per circa tre mesi dopo l’esplosione del Postamat. Alla riapertura è seguita una nuova sospensione per lavori, con installazione di un container temporaneo. Ora, nel giorno previsto per l’attivazione del servizio mobile, il camper risulta chiuso per assenza di collegamento internet.
«È evidente – prosegue Tagliaferri – che manca una programmazione organica. Se l’ufficio era già rimasto chiuso per mesi, perché gli interventi strutturali non sono stati completati in quella fase? Perché non è stato garantito un avvio pienamente funzionante del servizio sostitutivo?»
Il consigliere richiama i contenuti della propria interrogazione a risposta scritta , con la quale ha chiesto alla Giunta regionale:
- un cronoprogramma dettagliato e vincolante dei lavori;
- dati sulle chiusure reiterate in provincia di Piacenza;
- standard minimi di continuità del servizio;
- verifiche sulle condizioni di accessibilità del container;
- iniziative formali di sollecitazione istituzionale.
«Roveleto – evidenzia Tagliaferri – è un presidio essenziale in un territorio con significativa presenza di anziani e cittadini fragili. File all’aperto, spazi ridotti, incertezza sui tempi, problemi tecnici al primo giorno di attivazione non possono essere considerati dettagli marginali».
Il consigliere chiarisce: «La competenza diretta sull’organizzazione del servizio postale è nazionale, ma la Regione non può limitarsi a registrare le comunicazioni. Deve esercitare un ruolo attivo di coordinamento e verifica, soprattutto quando si verificano disservizi reiterati nello stesso presidio».
«Qui il tema non è polemico – conclude Tagliaferri – ma di rispetto verso i cittadini. I servizi di prossimità non possono diventare intermittenti. Chi vive nei territori non può pagare due volte per carenze di programmazione».
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