Festa della Donna al Conservatorio, applausi per il un viaggio musicale al femminile

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Un concerto pensato come un percorso di riscoperta e valorizzazione della creatività femminile nella storia della musica. È questo lo spirito di “Voci di donne nei secoli”, l’appuntamento organizzato dal Dipartimento degli strumenti a tastiera del Conservatorio Nicolini in occasione della Giornata Internazionale della Donna, che sabato 7 marzo ha animato il Salone dei Concerti con un programma interamente dedicato a compositrici.

L’evento, ideato e coordinato dalla docente di pianoforte Maria Grazia Petrali, ha proposto al pubblico un itinerario musicale attraverso epoche e linguaggi diversi, mettendo in luce autrici che, pur avendo contribuito in modo significativo alla storia della musica, sono state a lungo poco eseguite o conosciute. In programma musiche di Elisabeth-Claude Jacquet de La Guerre, Maria Theresia von Paradies, Frederikke Egeberg, Louise Farrenc, Fanny Mendelssohn, Emma Hartmann, Clara Schumann, Luise Adolpha Le Beau, Cécile Chaminade, Lili Boulanger, Bernadette Speach, e Beatrice Campodonico, presente in sala come ospite.

Al centro della serata gli strumenti a tastiera, con pianoforte e clavicembalo protagonisti, affiancati in alcuni brani da violino e violoncello. Sul palco si sono alternati diciassette studenti e studentesse del Conservatorio, impegnati nell’interpretazione delle composizioni in programma.

Il percorso musicale, senza soluzione di continuità, è stato guidato da Margherita Giagosti e Greta Brigati, che hanno presentato ogni brano con riferimenti storici e biografici delle compositrici protagoniste del programma. I loro interventi hanno accompagnato l’ascolto mettendo in luce non solo il talento e il valore artistico di queste figure, ma anche le difficoltà che molte di loro hanno dovuto affrontare per affermarsi in un mondo musicale storicamente dominato dagli uomini. Attraverso questo percorso è emersa la forza, la determinazione e la passione di donne che, nonostante gli ostacoli culturali e sociali, sono riuscite a lasciare un segno profondo nella storia della musica.

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