Un’analisi serrata che lega le aule dei tribunali italiani ai complessi scenari internazionali: l’Onorevole Stefania Ascari, intervenuta nella mattina di domenica 8 marzo a Piacenza, ha tracciato il profilo di un sistema che sta smantellando i presidi della legalità. Partendo dallo scenario italiano, il cuore della critica si è rivolto alla riforma della giustizia: un’operazione che consegnerebbe la magistratura nelle mani della politica e trasformerebbe il magistrato in un «professionista dell’accusa» che non tutela i cittadini. Secondo Ascari, infatti, il rischio è di ottenere un sistema all’americana dove chi non ha soldi per pagare pool di avvocati finisce per essere trattato come «carne da macello», costretto a patteggiare anche se innocente.
L’affondo si è poi spostato sulla gestione del dissenso e su un’informazione definita troppo spesso «piegata al potere». Ascari ha denunciato provvedimenti normativi definiti «abominevoli», come il decreto sull’antisemitismo, usati strumentalmente per silenziare le critiche alle politiche del governo israeliano. Sul piano geopolitico, la parlamentare ha parlato del genocidio in Palestina, attaccando l’atteggiamento dell’Italia, descritta come uno «stato zerbino» privo di autonomia strategica e schiavo di interessi atlantisti che alimentano un’economia di guerra, risultando così complice dei crimini commessi.
Secondo Ascari, molti conflitti attuali non sono battaglie per la democrazia, ma operazioni del cosiddetto «Board of Business» globale, funzionali al controllo delle risorse e a coprire scandali di chi è al potere. Nonostante lo scenario estremamente critico evidenziato, l’incontro si è concluso con un forte appello alla partecipazione: «Noi cittadini siamo potentissimi», ha ricordato, indicando nel boicottaggio economico e nella pressione politica per il rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione le strade per invertire la rotta. L’invito finale ai presenti è stato quello di riappropriarsi degli spazi della democrazia e «restare umani», difendendo con il voto e l’impegno quotidiano la propria dignità la libertà di cittadini.
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