Ci sono legami che non si spezzano nemmeno davanti alle problematiche della vita. E ci sono cani capaci di cambiare l’esistenza delle persone, diventando molto più che semplici compagni. È da questo mondo fatto di emozioni, fedeltà e incontri sorprendenti che nasce “Il lungo viaggio di Nabucco verso casa”, il libro di Anna Pellettieri, autrice piacentina, che racconta la storia avventurosa di un cane, il legame speciale con un bambino in carrozzina e una serie di vicissitudini che lo porteranno lontano da casa, fino all’incredibile possibilità di ritrovare i suoi affetti.
Anna Pellettieri ha parlato del suo libro a Radio Sound.
Il libro racconta la storia di un cane border collie che ha il compito di assistere un bambino in carrozzina, di nome Marrico. Tra i due si forma un legame indissolubile, che rimane forte anche dopo il rapimento del cane, ceduto a un collezionista e portato a Ischia. Dopo diverse peripezie, Nabucco riuscirà a ricongiungersi con il piccolo. Durante il suo viaggio farà nuove esperienze e conoscerà tante persone, fino a incontrare una donna davvero particolare, scatenata e un po’ sciroccata, che riuscirà a riportarlo a Milano, dove viveva. E, involontariamente, il cane farà anche incontrare a questa donna l’amore della sua vita.
L’idea della storia nasce dal grande amore dell’autrice piacentina per i cani, avendone avuti molti nel corso della sua vita. Recentemente Anna Pellettieri ha perso la sua cagnolina Sharon, una meticcia simile a un Jack Russell, che ricorda come un animale straordinario, dotato della capacità innata di percepire gli sbalzi glicemici senza aver mai ricevuto un addestramento specifico.
Qual è l’obiettivo del libro?
Il messaggio che voglio trasmettere attraverso questo libro è molto chiaro, va incentivata l’adozione dei cani da sostegno. Come ho scritto nella prefazione, esistono tantissime patologie e molti cani sono in grado di aiutare le persone con disabilità e gli ammalati. Alcuni riescono a riconoscere i tumori, altri contribuiscono a ridurre lo stress o a individuare stati depressivi. Ci sono anche cani capaci di percepire le variazioni della glicemia nelle persone diabetiche. So che esistono scuole specializzate che si occupano della formazione di questi animali. La mia cagnolina, però, era eccezionale: riusciva a percepire gli sbalzi glicemici senza aver mai ricevuto un addestramento specifico.
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