“Dopo aver accusato Schlein, De Pascale e Tarasconi — in sostanza, tutti i livelli del Partito Democratico — di voler «islamizzare» Piacenza, senza peraltro chiarire in che modo, i consiglieri di Fratelli d’Italia scendono nuovamente in campo con una proposta che ha il sapore della propaganda più che quello di una soluzione concreta: togliere i contributi pubblici alle famiglie dei giovani stranieri responsabili di episodi di violenza. La prima domanda è semplice: perché soltanto le famiglie straniere?”. Inizia così la nota del Pd in merito alla proposta di Fratelli d’Italia e Lega.
LA NOTA DEL PD
Se un giovane italiano incendia un’auto, devasta un negozio o spacca una vetrina, si applica la legge e si accertano le responsabilità individuali. Se a commettere gli stessi fatti è un giovane straniero, invece, Fratelli d’Italia propone di intervenire anche sui contributi pubblici eventualmente percepiti dalla sua famiglia.
Quale sarebbe il principio alla base di questa distinzione?
La sicurezza è una questione seria, che merita risposte altrettanto serie. I fatti di questi giorni, che giustamente preoccupano la cittadinanza, impongono di comprendere le cause di fenomeni sempre più allarmanti e di individuare strumenti efficaci per prevenirli e contrastarli. Servono responsabilità individuali accertate, leggi applicate, presenza sul territorio, prevenzione e politiche capaci di intervenire sulle situazioni di disagio e marginalità prima che degenerino.
Non servono, invece, nuove misure annunciate sull’onda dell’indignazione, né la continua rincorsa a provvedimenti presentati come risolutivi senza dimostrarne l’efficacia. In questi anni abbiamo assistito a una successione di decreti sicurezza che hanno spesso privilegiato l’introduzione di nuovi reati e l’inasprimento delle pene, senza che questo, da solo, potesse garantire una risposta adeguata alla complessità dei problemi.
La proposta di Fratelli d’Italia sembra inserirsi proprio in questa logica: anziché contribuire a un confronto serio sulle cause della violenza e sulle possibili soluzioni, si cerca una scorciatoia comunicativa, individuando negli stranieri un bersaglio facile e alimentando ulteriormente paure e contrapposizioni.
Il Partito Democratico è consapevole che la politica fatica a dare risposte a una delle tante sfide complesse della società contemporanea. Ma proprio per questo ritiene che la sicurezza non possa essere ridotta a uno slogan e che la responsabilità di chi rappresenta i cittadini sia quella di cercare soluzioni efficaci, non di inseguire il consenso attraverso proposte punitive e discriminatorie.
La sicurezza non si costruisce alimentando divisioni, ma affrontando i problemi.
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