“Non basta avere acqua, ma deve essere di qualità” – AUDIO

“Anche quest’anno abbiamo segnali che preannunciano un periodo siccitoso”. Lo afferma Marco Trevisan, preside della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica di Piacenza. Proprio alla Cattolica si è tenuto questa mattina il convegno “Il valore dell’acqua”, in collaborazione con il consorzio di Bonifica.

“Vogliamo formare una cultura sul valore dell’acqua, come dice il titolo. E’ importante creare una cultura negli studenti e nella popolazione su quanto sia importante lavorare per avere ampia disponibilità di acqua. Il 30% della popolazione mondiale non ha accesso alle risorse idriche, sono numeri alti. Mentre circa un miliardo di persone non ha acqua per i servizi igienico-sanitari. Sono numeri che fanno riflettere”.

“Dobbiamo inoltre stare attenti perché il 60% del cibo che noi mangiamo è prodotto senza irrigazione. Significa che è legato all’andamento climatico, quindi alla pioggia. Se non piove, come è capitato nel 2017, si possono avere pesanti danni agricoli e carenza di cibo”.

“L’ultimo aspetto è quello della qualità dell’acqua. E’ un bene utilizzato per l’alimentazione, per questo motivo deve essere di ottima qualità per evitare problemi di salute”.

“I mutamenti climatici che stiamo affrontando in questa fascia temporale ci dice che dobbiamo organizzarci per far fronte ai periodi di maggiore scarsità” commenta Fausto Zermani, presidente del consorzio di Bonifica.

“Noi vorremmo portare l’attenzione su quanta è l’economia che dipende dall’acqua. Noi pensiamo subito all’agricoltura, ma non è l’unico settore. A Piacenza la prima azienda per fatturato è Colla, che lavora nel lattiero-caseario. Azienda dove l’acqua ha un ruolo importante”.

Marco Crotti, Coldiretti

Serve un cambio di passo innanzitutto sul piano culturale. Oggi abbiamo un problema di abbassamento degli alvei e si sta ragionando per riportare il livello di un tempo e riuscire ad avere l’acqua ai fini irrigui, preservando l’ecosistema del territorio, ma le norme non lo consentono, come ha dimostrato nel suo intervento il professor Pierluigi Viaroli.

Non condanno le norme, ma il problema è culturale: preoccuparsi solo di conservare quello che c’è si traduce nella morte certa del territorio. L’ambiente non è un museo, l’abbandono della montagna significa dissesto idrogeologico.

Nel Piacentino – con il coinvolgimento di tutte le categorie economiche della Camera di Commercio e di concerto con l’amministrazione comunale– si sta ragionando ad un progetto di marketing territoriale. Per promuovere al meglio il nostro territorio dobbiamo valorizzare la nostra enogastronomia. E il punto di partenza è avere un territorio coltivato, vivo e verde. L’acqua è fondamentale e va conservata, con infrastrutture adeguate.

Per questo confidiamo nella progettazione di eventuali nuovi invasi che è stata avviata con Iren e ci tengo a sottolineare un ultimo aspetto: nel 2017 l’acqua qualitativamente migliore era quella della diga di Mignano e non quella nelle falde.

Murelli e Pisani: «E’ necessario trattenere l’acqua, il governo ha stanziato i fondi»

«Il convegno ha evidenziato molto bene la necessità di trattenere l’acqua con invasi o laghi. Fronteggiare le crisi idriche, sempre più frequenti, diventerà strategico per tutelare l’agricoltura e l’ambiente». Lo hanno affermato i parlamentari della Lega, Elena Murelli e Pietro Pisani, che hanno partecipato oggi al convegno all’Università Cattolica “Il Valore dell’Acqua – Coltiviamo insieme il nostro Futuro”.

Murelli e Pisani hanno ricordato l’impegno del Governo che «ha stanziato fondi per i Consorzi di bonifica (177 milioni), per la lotta al dissesto idrogeologico anche nel decreto “Sblocca Cantieri”».

Per salvaguardare i territori, evitare disastri e garantire l’acqua – mettendo un freno alla dispersione e allo spreco – all’agricoltura che poi genera il tesoro agroalimentare italiano, Murelli e Pisani hanno citato la saggezza popolare piacentina con il detto che bisogna “prendere l’acqua quando corre”.